Vira Pavlenco / Riflessi di luce

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Dopo la crisi del figurativismo in pittura, in seguito all’invenzione della fotografia, trovo ci sia sempre qualcosa di coraggioso nel rappresentare il mondo in una maniera classica fino alla cartolina (cartoline ucraine dalla Gran Bretagna, verrebbe da dire in base alla provenienza della pittrice e al tipo di composizione), come fa Vira Pavlenco in una serie di tele che uniscono alla chiarezza della composizione la comunicazione di un sentimento positivo, onesto, buono.
La mostra a lei dedicata (Zubbolandia, via Turati 4, Pisa, dal 23 febbraio al 23 marzo) si intitola Riflessi di luce, e in effetti la luce domina anche i paesaggi notturni; e  poiché Vira è la mamma di uno dei miei più cari amici, se siete da quelle parti fateci un salto, razza di ingrati infingardi che non siete altro, vi venga altrimenti l’orecchio del tennista e che l’ispettore fiscale che vi ha preso di mira ingiustamente vinca al superenalotto giocandosi la cifra della multa che vi commina a spregio solo perché il vostro nome è uguale a chi l’ha fatto becco.

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