Vetrina: franchezze

pinocchio_mussino

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi! Anche se questa è l’ultima vetrina del primo anno scolastico di buone maniere (altre ne seguiranno da settembre).
Vi auguro vacanze memorabili, di libertà e gioia.
Ora che siete più consapevoli dei toni del comportamento umano, dal manierato allo screanzato, vi potrete divertire a osservarli e agirli.
Ci ritroveremo sul finir dell’estate per un altro anno insieme.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Carla Muschio
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Citazione

(…) se merita sprezzo un cortigiano che ci protesta stima, affezione, amicizia, mentre nell’interno dell’animo egli si ride di noi, merita disprezzo maggiore un cinico che senza necessità viene a dirci: Io v’abbomino e vi detesto.
Dunque tra la menzognera adulazione e la franchezza eccessiva vi debb’essere un mezzo.

(Melchiorre Gioia, Nuovo Galateo)

Vetrina

Luciano
Non si devono mai regalare cravatte, specie dalle signore ai signori, troppo soggettivo è il gusto ed imbarazzante lo sgomento di chi le riceve e le indosserà con tormento!  Al più, se si è in vera confidenza e ci si intestardisce sulla cosa, si offre in dono una cravatta a scelta del beneficiato, come il caffé sospeso a Napoli. Quindi sbaglia due volte Flavia per l’oggetto del regalo e per la scelta così eccentrica se non volgare. Sbaglia Franco a manifestare fastidio. Avrebbe dovuto accettare la cravatta con un sorriso magari ironico e poi archiviarla come tutti noi abbiamo fatto tanto  spesso in casi simili. Tutto sommato Adelio se la cava meglio facendo alla poveretta un’osservazione discreta.  Ma non poteva accertarsi prima del regalo che l’amata avrebbe comprato? I presenti che si azzittiscono sono un po’ buffi, meglio avrebbero fatto a lanciare qualche battuta ironica e leggera. Speriamo almeno che i loro regali siano stati meno pasticciati!

Elena Trabaudi
La prima a sbagliare, secondo me, è Flavia. Il regalo per Franco andava scelto con Adelio, che si presume conosca i gusti dell’amico. Tra l’altro, avrei lasciato che ci pensasse lui tout court, senza intromettermi.
Il secondo a sbagliare è Franco: non è fine spacciare l’indelicatezza per sincerità, anche se tipi del genere sono numerosi e molto sicuri di sé.
E ora parliamo di Franco, il più insipido dei tre. Non sceglie, non decide; consola genericamente la fidanzata, consapevole che così rischia di vedersi recapitare a sua volta una cravatta orrenda. Se la merita!

Rosa
Flavia, dopo un attimo di turbamento, si rivolge con la risposta pronta a Franco, il festeggiato: “…beh, franco di nome e di fatto!”. Un abbraccio e una gran risata!

Lodovico Re
Flavia è più dispiaciuta  per le parole di Adelio che per quelle di Franco. Una cravatta, un regalo possono essere sbagliati, sbagliatissimi, improponibili. Ma non è il suo errore che non sopporta:  lei non sopporta che Adelio prima neanche faccia proposte sul regalo, non lo guarda una volta acquistato e poi quando il regalo si dimostra sbagliato  lo sbaglio è solo di lei. Brutte premesse per questa relazione sentimentale.

Filippo
“Ma noooo! Tu  non capisci il carisma istantaneo che una cravatta così sa esercitare, caro il mio Franco. Devi assolutamente metterla, vedrai. Anzi, vestila subito!” Insomma Flavia è travolgente e Franco non sa dir di no. Però dopo poco ecco che  comincia a conoscere un mondo fatto di colori mai notati prima. Dopo qualche settimana si licenzia dalla banca e si iscrive all’accademia d’arte.

Francesca Taddei
Sicuramente Franco è un gran maleducato. Si ringrazia sempre per un regalo, non fosse altro che per il pensiero gentile.
Se la cravatta non è di suo gusto potrà in futuro cederla a una persona a cui piaccia, regalarla per un mercatino di beneficienza, al limite portarla a un conto vendita…
Il fidanzato non si comporta granché meglio. La frase che rifila a Flavia suona chiaramente come una presa in giro e lei non può non accorgersene.
Ma in questi casi tocca a chiunque dei presenti non far finire nel gelo la serata. All’uscita infelice di Franco, chiunque degli amici dovrebbe uscirsene con una battuta tipo: “beh, ma tu Franco hai gusti troppo antichi / troppo seri / troppo classici!! Flavia sta tentando di svecchiare un po’ il tuo look!” E gli altri potrebbero andare dietro al discorso, buttandola sullo scherzo, azzardando che la cravatta è proprio simpatica e che mette di buon umore. Oppure che è originale. E qualche donna presente potrebbe scherzare sul fatto che anche il proprio fidanzato o fratello o amico maschio è tanto conservatore in fatto di abbigliamento. E così tra una battuta e un’altra si sorpassa l’incidente della cravatta e si fa scorrere la serata…

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