Vetrina: Vivien seduce Merlino

vivianaemerlino

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. In apertura:
Viviana e Merlino di Gustave Doré).

Carla Muschio
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Finale

Un giorno Peter ha un diverbio con lo scenografo. Molto irritato, dice che le prove per quel giorno sono finite. Congeda tutti e se ne va.
Non si è accorto di essere stato seguito da Anna. Si siede al tavolino di un bar, appoggia la borsa, alza gli occhi e chi trova seduto davanti a lui? Lei.
Anna: «Amore, ti ho seguito solo perché ti ho visto tanto arrabbiato…».
Lui vorrebbe liberarsi di lei, ma non sa come fare né come dirlo. E pensa: come si permette una sconosciuta di chiamarmi «amore»? Ma la sua bocca dice:
«Cosa posso offrirle, signorina?».
Prima che arrivino vino e stuzzichini Anna è già riuscita ad esprimere la sua ammirazione per Peter, la sua sintonia con il suo stile… Mentre lei parla Peter cerca di ricordare il diverbio con lo scenografo e non ci riesce. Allora interrompe Anna e le dice:
«Sa che non sono più arrabbiato?».
E lei: «Allora me ne vado, la mia missione è compiuta».
«No, resta ancora un attimo».
È passato al tu. Anna si sente vincitrice. Forse il cuore di Peter presto sarà tutto suo.

Vetrina

ELENA TRABAUDI
Va bene che il famoso regista Peter si è abituato ad Anna e che non gli dà più sui nervi, ma da qui a lasciarsi sedurre ce ne corre. E poi, un conto è farsi scegliere per un piacevole dopocena, un conto scritturarla per uno spettacolo. Per quanto la carne sia debole, il regista in questione non vorrà fare una figuraccia, andare incontro a stroncature e a maldicenze sulle sue capacità in cambio di uno svago a letto. A meno che Anna sia la più stupenda modella del mondo e che lui se ne sia invaghito appena vista la prima volta con spazzolone e detersivo!

 

FILIPPO
E finalmente venne per Anna il giorno tanto atteso in cui Peter pensò di offrirle una parte in suo lavoro. Presero un appuntamento per parlarne e si ritrovarono nel camerino del regista. Peter uscì subito allo scoperto offrendo ad Anna quel che Anna proprio si aspettava e più di tutto sperava: una proposta di scritturazione. Anna è al settimo cielo e subito intimamente accetta anche se all’apparenza mantiene un’aria superiore e distaccata.
Comunque dopo un po’ di moine da parte di lei, l’affare è fatto. E’ a questo punto che Peter le spiega che ha pensato per lei ad un ruolo a suo dire assolutamente perfetto, in cui non avrebbe rivali: il ruolo nel suo musical della prostituta d’alto bordo. «Son certo ti saprai identificare a meraviglia nel personaggio», sostiene entusiasta Peter.

 

FRANCESCA TADDEI
Potrei raccontare diverse storie vere che hanno per protagonista una donna determinata a conquistare un uomo; spesso l’uomo in questione inizialmente non è affatto interessato: o perché, nella lucidità iniziale, intuisce che la signorina lo sta «puntando» per qualche tornaconto o perché la vede poco attraente, o inadatta a sé, a volte addirittura antipatica.
Talvolta il «seducendo» non solo mostra di non gradire le attenzioni della donna che tenta di conquistarlo, ma addirittura si sfoga con gli amici, racconta di quella che lo assilla, fa commenti poco carini su di lei.
Cosa verrebbe da consigliare a queste donne? Di non insistere, di evitare di rendersi ancora ridicole e di lasciar perdere. Invece la realtà insegna il contrario. Pochi uomini resistono, alla lunga, al pressing femminile. Quindi, se la donna riesce a mettere da parte l’orgoglio e il rispetto di sé, e insiste, troverà resistenze sempre più labili e alla fine la spunterà.
Sarà perché vengono gratificati da tanta insistenza, sarà per mancanza di alternative, ma quasi tutti alla fine diranno che la fanciulla che pareva concedersi per ottenere qualcosa in realtà è proprio tanto innamorata e affascinata; con qualche imbarazzo in più, annunceranno anche il matrimonio con quella di cui ridacchiavano insieme agli amici.

 

LUCIANO MADRISOTTI
Tanti anni dopo i fatti narrati, in un altro regno di Camelot chiamato Nuovo Mondo, arriva una fanciulla bellissima e un poco sfortunata decisa a conquistare a qualsiasi costo almeno felicità e ricchezza, se non amore. Ma prima ancora di cominciare la sua scalata si trova subito tallonata da cortigiani e potenti vecchi e giovani, ma soprattutto vecchi, che la prendono senza fatica, indifferenti alle sue modeste resistenze, e se la passano l’un l’altro senza che lei riesca a decidere un piano d’azione. Questo perché in quel regno le cose andavano a quel modo da tanto tempo e nessuno si stupiva quindi più di nulla. Non riesce così a conquistare alcun potere ed anzi è gettata ben presto e senza fatica nel letto del re, che dopo qualche incontro si annoia e la scarica al fratello e questi ad altri e così via. Insomma la fanciulla scende in fretta i pochi gradini saliti nella totale indifferenza da parte di tutti, che fanciulle simili ne avevano già viste in quantità. La regina poi ride sempre in modo quasi sguaiato sentendosi raccontare le sue sfortunate avventure e gli inutili sforzi per diventare potente e desiderata. Alla fine appare così banale la sua vicenda che tutti si affrettano a dimenticarsi di lei. La fanciulla vorrebbe cercare di punirli, magari inscenando una fine tragica e clamorosa che renda ignobili quanti l’hanno sfruttata e buttata via, ma non ci riesce, non sa cosa fare. Se ne va quindi alla chetichella una notte e nessuno se ne accorge né si ricorderà più di lei e neanche noi sappiamo dove sia finita. Si chiamava Marilyn.

 

PAOLA
«Ho un ruolo adatto a lei», disse Peter guardandola negli occhi.
«E’ fatta», pensò Anna sorridendo, sudando, gioendo nell’intimo.
«Metterà a frutto le sue capacità», ammiccò porgendole il copione.
Le parole e lo spirito che emanavano rimasero depositati nel pensiero di Anna fino a sera quando poté sfogliare il dattiloscritto cercando il proprio ruolo.
«La cena è servita»… questo era tutto.
Rabbiosa pianse.
Pianse e cominciò a pensare…

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