Vetrina: vicini di casa

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La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Carla Muschio
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Lettura

Si cambi casa il ventinove di settembre, come a Milano, o il quattro maggio, come a Napoli, e a qualunque mese, come a Roma, la prima questione è sempre la stessa: bisogna conoscere i nuovi vicini? (…) Ma in una grande città, dove tutto vi è, a portata di mano, di voce, di passo: in una grande città, dove basta escire dal portone per trovare anche la pietra filosofale, che si dice, non fu mai trovata; in una grande città, a che può servire di conoscere i propri vicini? A che aumentare le proprie relazioni, inutilmente, quando quelle che si hanno, d’ordinario, sono soverchianti? A che mettersi in rapporto con gente nuova, ignota, forse estranea a ogni proprio gusto, forse antipatica, forse equivoca? Perché conoscere proprio i vicini, quando il più savio consiglio è di restringere alle persone più note, più simpatiche e più utili, le proprie relazioni? E, veramente, esiste una vicinanza, in una grande città, in una grande strada, in un grande palazzo, o non si è, veramente, anche gli inquilini di questo medesimo palazzo, completamente estranei, l’uno all’altro? E in tanto lavoro, in tanti pensieri, in tanti svaghi, in tanti affanni, chi mai s’incarica del proprio vicino? Il vicino non esiste, in un ambiente di metropoli.
(Matilde Serao, Saper vivere. Norme di buona creanza, 1901; Mursia, Milano 2012, p. 90)

Vetrina

 

Lodovico
Mara si interroga sul presentarsi o meno al nuovo vicino, non sa bene cosa pensare….di questi tempi poi se ne senton dire tante… e se fosse un maniaco?.. fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio: dopo tutto lei è una donna sola ed è meglio non rischiare. Decide di lasciar perdere. Suona il campanello. Mara si scrolla dai suoi pensieri. Ha un lampo: ecco che è lui che ha preso l’iniziativa. Apre sicura: «Buongiorno, lettura contatore gas!».

Francesca Taddei
Direi che niente vieta a Mara di presentarsi al nuovo inquilino del palazzo. Si tratta in fondo di un atto di gentilezza e può darsi che anche a lui faccia piacere avere un punto di riferimento tra i condomini, se dovesse avere bisogno di qualcosa
La prima volta dovrebbe semplicemente presentarsi e chiacchierare qualche minuto, anche solo sul pianerottolo. Il seguito dipende dalla reazione del nuovo arrivato: se lui si dimostra gentile, contento della visita, Mara può anche proporgli un caffè, però sarebbe meglio scegliere un luogo neutro, come il bar sotto casa (io eviterei di invitare a casa quello che è ancora uno sconosciuto).
Se son rose, fioriranno. Se invece l’avvenente tizio è sposato, fidanzato o comunque impegnato, ritirarsi immediatamente, per carità!

Elena Trabaudi
Non so proprio quale sia la prassi al momento attuale.
Io sono piuttosto orsa, tendo a tenermi leggermente indietro. Premesso questo, penso che aspetterei la prima occasione di incontro fortuito sulle scale o in ascensore per sfoderare un bel sorriso e presentarmi alla bell’e meglio. Se poi da cosa nasce cosa, meglio. Se invece non nasce niente, amen. Vorrà dire che è fidanzato, oppure che non è stato colpito da Mara.
E poi c’è sempre tempo: magari un po’ più avanti, se la ragazza non nota una evidente fidanzata (o fidanzato, perché c’è anche quella possibilità), potrà presentarsi una volta alla porta del nuovo arrivato, vestita stravagante che di più non si può, e vedere se in questo modo stuzzica la sua curiosità.

Mariagrazia
E’ vero: nel secolo scorso si usava dare il benvenuto ad un nuovo inquilino ed infatti io, 74 anni, ho avuto questa iniziativa ben due volte 40 anni fa! Da questo piccolo gesto gentile sono nate due splendide amicizie che durano tuttora.Il mio invito è quello di continuare in questo comportamento, che è segno di interesse verso chi ci circonda, per cui Mara, con un dignitoso e smagliante sorriso, potrà presentarsi senza timore di essere fraintesa. L’inquilino è single?… Se son rose fioriranno!

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