Vetrina: un palco all’opera

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Video:
A night at the opera dei Queen).

 Carla Muschio
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Lettura

 

In un teatro munito di palchi, come la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, l’Opera di Roma, la signora siederà sempre sul davanti, nel posto più lontano dal palcoscenico. Quando il palco è centrale, la signora siede a destra. L’invitata più anziana o più autorevole siede nella prima fila con la signora che ha fatto l’invito; le signore più giovani siederanno dietro con gli uomini; il signore che ha fatto l’invito siederà per ultimo, nel posto meno desiderabile.
La signora indicherà a ciascuno dove deve sedere, appena saranno entrati nel palco, rivolgendosi per prima alla signora di maggior riguardo, quella cioè che siederà nella prima fila con lei; fra le due signore sarà l’uomo più autorevole o più anziano; oppure un’altra signora, più giovane o, comunque, meno importante. Dopo aver sistemato così le persone di maggior riguardo, lascerà che gli altri si dispongano a loro piacimento. Se lo spettacolo è già cominciato, la signora indicherà a bassa voce e col gesto il posto dove ciascuno deve sedere.

(Vera Rossi Lodomez, Ada Salvatore,
Grazie sì grazie no, Editoriale Domus, Milano 1953, pp. 358-9)

Vetrina

Elena Trabaudi
I titoli nobiliari in Italia sono spariti con la caduta della monarchia e con la Costituzione del I° gennaio ’48. Buon per l’ex-conte, evidentemente non decaduto, se ha mantenuto i mezzi e la posizione per permettersi ancora un palco, simbolo di tante cose.
Fatta questa premessa, ammetto di non intendermi per niente di disposizioni a teatro; andando a istinto, metterei il titolare del palco davanti, tra la signora più importante alla sua destra e la più giovane a sinistra. E dietro rimane la contessa al centro, tra il signore di alto rango, a destra, e quello più giovane a sinistra. Sono convinta che entrambi – il conte e la contessa – guarderanno più volentieri a sinistra che a destra!
Luciano Madrisotti
Nei palchetti dei teatri in genere le signore siedono davanti, gli uomini dietro. Nel caso proposto l’unico motivo di incertezza sulla risposta deriva però dall’effettiva anzianità e/o prestigio del signore invitato. In ipotesi di sussistenza dei requisiti siederanno davanti la signora più anziana e autorevole in mezzo, a destra la co.ssa R. e a sinistra il signore prestigioso. Dietro in mezzo il conte R. a destra la giovane e a sinistra il ragazzo. Se invece i requisiti siano modesti, davanti siederà al posto del signore anziano la giovane, dietro lui sarà a destra del conte e il ragazzo sempre a sinistra. Nella prima ipotesi la co.ssa indicherà garbatamente la sistemazione degli ospiti accennando al prestigio o all’età del signore, nel secondo il conte motiverà la diversa sistemazione come omaggio dovuto al genere femminile. Nella prima ipotesi il signore potrà cavallerescamente offrire il posto davanti alla fanciulla scherzando sul merito non troppo amato derivante dall’età. A nessuno venga in mente di proporre un atto per uno e buono spettacolo!

 

Francesca Taddei
Non frequento i palchi di teatro, quindi non mi sono mai posta il problema. Immagino che si debbano seguire cervellotiche regole che tengano conto della maggiore o minore autorevolezza, del sesso, nonché dell’essere ospiti o ospitanti. Probabilmente bisogna ragionare come per i posti a tavola.
Comunque, se fossi proprietaria di un palco, farei semplicemente così: metterei le persone più basse davanti e quelle più alte dietro. Almeno riusciremmo tutti a seguire decentemente lo spettacolo!

 

Rosa
La coppia più autorevole viene posta davanti e le due signore restanti seguono lo spettacolo da subito dietro. Il giovanotto è dietro la sua compagna  ma anche  accanto all’uomo invitante. Il giovanotto non è molto interessato alla lirica e prova a scambiare qualche effusione con la sua fidanzata con gran disappunto per l’invitante. Questi per farlo smettere lo spedisce a comperare un programma dalla maschera in giro per il teatro. Il giovanotto capisce e quando rientra prova a dimostrarsi più appassionato dello spettacolo. Applaude con le mani e soprattutto battendo ritmicamente i piedi per terra.

 

Lodovico Re
Le signore vennero messe davanti perché potessero veder meglio. L’ospite di riguardo fu accomodato in seconda fila, ma  da solo,  perché avesse più spazio di manovra per seguire meglio. In fondo al palco il giovanotto, che aveva un forte debito di gratitudine di lavoro con il Conte R., che oltretutto lo stava invitando. Nulla avrebbe mai spifferato quando il Conte R. ad inizio spettacolo si sarebbe eclissato, perché in verità lui odiava la lirica. E mentre il Conte si lanciava giù per le scale del teatro  gli venne in mente  quello che credeva essere solo uno stupidissimo  calembour. Ma con orrore prima e poi con gioia capì che lo riguardava: “i conti non tornano mai”.

 

Mariagrazia
Il più giovane, salvo eccezioni, non sarà un melomane per cui starà sicuramente bene in seconda fila. Gli ospitanti faranno sedere accanto a sé in prima fila la signora più anziana mentre gli altri si accoglieranno dietro; oltretutto la musica si ascolta. Penso che si potrebbe fare così senza mancare di riguardo ad alcuno.

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