Vetrina: udienze di conciliazioni

Per i nuovi lettori: la vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. La canzone in apertura è
 Parole d’amore scritte a macchina di Paolo Conte, e se non la conoscete ascoltatela – come se non bastasse, l’immagine è di Hugo Pratt).

Carla Muschio
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Lettura

Per questa udienza al Tribunale la signora dovrà vestire sobriamente; interrogata dal magistrato non dovrà inveire contro il marito, anche se ha motivo di rancore verso di lui, ma esporrà con dignità e misura le circostanze. A sua volta, il marito si comporterà nello stesso modo; e soprattutto quando tutti e due saranno davanti al magistrato, dovranno tenere un contegno corretto e improntato a serietà. Entrando nel Gabinetto del Presidente, ciascuno farà un breve inchino al magistrato; quando entrambi si troveranno presenti, scambieranno un lieve cenno di saluto, anche se non crederanno opportuno rivolgersi la parola. Dopo firmato il verbale, i coniugi potranno uscire insieme dal Gabinetto, a meno che il magistrato non trattenga l’uno o l’altra per qualche ulteriore avvertimento; nell’anticamera potranno anche stringersi la mano salutandosi, visto che ormai la loro situazione è definita.

(Vera Rossi Lodomez, Ada Salvatore, Grazie sì grazie no,
Editoriale Domus, Milano 1953, p. 177)

 

Vetrina

Luciano Madrisotti
Clara e Diego non possono non separarsi per l’assenza totale di complicità tra loro. Sono due estranei che devono subire una fastidiosa cerimonia liberatoria. Diego è infastidito dal pensiero di essere stato piantato e di non averlo fatto prima lui e per di più a causa di un ragazzetto, Clara vuole apparire vincitrice della gara magari facendosi un po’ desiderare ancora e soprattutto non volendo spargere quattro lacrime, regolamentari come gli applausi ai funerali, per non danneggiare il trucco degli occhi. Quindi si lascino, non sappiamo se con figli o meno, e appaiano al meglio: abito minimalista ed elegante lei, tipo Prada, gioiello quasi assente, spezzato non scuro e cravatta, niente casual, aria serena e un po’ scanzonata lui. Alla fine uno dei due prenda l’iniziativa per un bacio sulla guancia, lui dia un arrivederci ed accenni ad una cena prossima tutti tre, che ovviamente non si farà mai, lei gli accarezzi leggermente la guancia e liberi tutti!

 

Francesca Taddei
Si tratta di un’occasione formale e non certo gioiosa, quindi direi che la cosa migliore è essere dignitosi a tutti i livelli.
Occorre vestirsi e mostrarsi non trasandati, sia per rispetto ai presenti nel luogo pubblico (il tribunale), sia per non far credere all’ex coniuge di essersi abbrutiti dopo la separazione.
Ugualmente è meglio evitare abbigliamento troppo appariscente, o troppo seducente, per non passare come l’egocentrico/a di turno, che non perde occasione per mettersi al centro dell’attenzione.
Quanto all’atteggiamento tra i due ex, se ci si separa in modo “urbano” si potrà scambiarsi qualche battuta formale o formula di cortesia. Se invece si è reduci da aspre battaglie giudiziarie, molto meglio ignorarsi e parlare solo col proprio avvocato.
Assolutamente da evitare patetiche sceneggiate, o frecciate e recriminazioni. Si tratta solo di ratificare una cosa già avvenuta, quindi: dignità!

 

Elena Trabaudi
Sull’abbigliamento non ho dubbi: sobrio e senza eccessi. Consiglio a Diego di prepararsi con cura, per orgoglio e per far vedere a Clara quanto è fico; mentre questa dovrebbe astenersi da scollature e tacchi dodici. Il comportamento dev’essere il più tranquillo possibile, così come vanno evitate le intimità e le lacrime. E il saluto? Un ciao sorridente con stretta di mano e senza baci!

 

Filippo
Diego ha scelto, per l’occasione della causa di divorzio, un vestito che ha pensato avrebbe potuto mettersi per andare ad un colloquio di selezione del lavoro.
Clara invece, con grande sorpresa di Diego,  si è vestita tutta seduttiva, con un abito molto rivelatore. Diego pensa che Clara non capisca la situazione ma tant’è, oramai son nell’anticamera dell’ufficio del giudice.
Quando entrano, Diego è colpito dal fatto che il giovane magistrato prende da parte sua moglie e le sussurra qualcosa  coprendosi a mala pena con un faldone della pratica. Ma Diego ha sentito le parole del giudice: «Cara, non possiamo continuare a vederci così!».

 

Mariagrazia
Sono sicura che Diego vestirà in modo formale, il che lo aiuterà ad essere od apparire abbastanza distaccato da emozioni. Clara, invece, forse è più giovane e più felice, tanto che si pone l’interrogativo dell’abbigliamento. La situazione, però, è seria ed importante per cui anche lei sceglierà una mise seriosa. Per quanto riguarda il comportamento, forse un saluto accompagnato da un sorriso toglierà da ogni imbarazzo.

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