Vetrina: terrazze

terrazzafiori

La vetrina di questa rubrica presenta la mia lettura dell’allegoria pubblicata la settimana precedente, seguita da una scelta di quelle inviate dai lettori. Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Ormai i giochi sono fatti, ma se volete scrivetemi, e vi racconterò di cosa è in ballo per il 2014 (e siate educati, per favore).
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Carla Muschio
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Lettura

Il pensiero cresce come le piante, un po’ al giorno, e cresce bene solo se è «coltivato». Se lo si abbandona e non lo si «nutre», avvizzisce e muore. Ma anche a curarlo, non lo si può far crescere più di un tanto al giorno. Come gran parte delle piante hanno un ritmo di crescita relativamente lento (con eccezioni; ad esempio, il banano), così lo sviluppo dei pensieri. Quindi la nostra valutazione delle situazioni, i gusti, i sentimenti, le opinioni su un dato argomento: tutto è in eterno movimento, ma, se segue un ritmo naturale, è un movimento lento. Queste stesse allegorie sono state scritte nel corso di molti mesi, man mano che il pensiero maturava.

Vetrina

Elena Trabaudi
Ogni rapporto affettivo ha bisogno di cure; e l’esempio delle piante da giardino o da terrazzo spiega bene questo assunto.
Detto questo, io a dir la verità non ho il pollice verde, anzi proprio non ho dedizione per le piante, come non ce l’ho per tutti i lavori di casa che richiedano costanza, umiltà e abnegazione.
Però ho l’impressione di avere tutt’altro piglio nei confronti delle persone care: con loro sto attenta alle sfumature, soffro quando nasce qualche incomprensione, mi do da fare per far tornare il sole quando nel rapporto cala un improvviso gelo. Sono loro i fiori a cui mi dedico con tutta me stessa, cercando di mantenerli belli freschi anche col passare del tempo.

 

Francesca Taddei
Anch’io avevo una grande terrazza nella mia casa precedente. Noi stavamo stretti, in tre in 50 metri quadri, mentre le piante stavano assai più comode. Con me loro prosperavano. E stanno bene anche adesso, che devo distribuirle tra i vari balconi della nuova casa. Non sono mai stata un’esperta, non conosco molti nomi di fiori e non ho alcuna preparazione teorica. Semplicemente mi comporto con loro come farei con un cane o un gatto, se potessi averne uno.
Intanto non compro le piante, come non comprerei un animale. Mi limito ad adottare quelle abbandonate (ne ho tirate fuori tante dai cassonetti, nel corso degli anni!), oppure a crescere quelle che mi vengono affidate o regalate.
Non mi piacciono granché le piante di cui tutti si riempiono i balconi solo per i fiori. Mi stanno più simpatiche quelle semplici, che magari fanno fiori poco appariscenti o che non li fanno affatto, ma che magari sanno sorprenderti per la loro resistenza o per la crescita.
Ecco, sono dell’idea che le piante debbano essere addomesticate meno possibile. Trovo aberranti i lucidanti per le foglie, ma cerco di ridurre al massimo anche gli altri interventi. C’è chi le sposta, le rinvasa e le pota di continuo. Io cerco per ognuna di loro la collocazione migliore e poi le lascio in pace. Le bagno quando mi sembra che ne abbiano bisogno, le sposto in un vaso più grande quando sono cresciute e se sono in grado di resistere le lascio all’esterno anche d’inverno. Solo quelle più delicate entrano in casa nei mesi più freddi. La soddisfazione più grande è riuscire a “liberare” quelle che, una volta cresciute, possono resistere in un bosco o in un giardino: l’ho fatto varie volte con alberi nati da semi piantati dentro un vaso. Vederli poi vivi e vegeti e con le radici libere di scendere in profondità nel terreno, è una sensazione impagabile.
Insomma, non ci vuole uno psicologo per capire che il mio rapporto con le piante riflette quello che è il mio rapporto con il prossimo. Grande empatia, ma anche rispetto della propria libertà!

 

Lodovico Re
Crescere fiori ed ortaggi in vaso su un terrazzo richiede un numero sorprendente di conoscenze sul terreno, l’esposizione delle piante, le loro esigenze nutrizionali e anche le loro malattie. Naturalmente richiede presenza costante, soprattutto d’estate…insomma sono anche loro un grande amore.

 

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