Vetrina: sputatori del Sudafrica

sputatore_vetrina

La vetrina di questa rubrica presenta la mia lettura dell’allegoria pubblicata la settimana precedente, seguita da una scelta di quelle inviate dai lettori. Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Lettura

Si dice «sputare il veleno» quando si esprime grande rabbia in gesti e parole, ma, come molte espressioni linguistiche, anche questa è scorretta dal punto di vista naturalistico perché nessun serpente sputa veleno, se non appunto «lo sputatore del Sudafrica», che si difende accecando la vittima. La cecità è solo temporanea, ma in assenza di cure, diviene permanente.
Dovremmo imitare questo maestoso cobra e vivere dediti solo al nostro piacere, difendendoci solo se attaccati. Nel caso poi in cui ti trovi costretto a «sputare il veleno», devi accecare chi ti ha dato veramente fastidio, non uno che passa per caso, e devi mirare bene così da colpirlo e scappare, se no sarà lui a proseguire l’aggressione fino ad averti prostrato. Quindi: difendersi, sì, ma solo per una giusta causa e solo se si è sicuri di vincere.

Vetrina

Lorenzo
Il serpente Sputaveleno incontra il suo nemico di sempre, l’uccello Sputafuoco di ritorno da un viaggio di lavoro. E lo apostrofa, riferendosi agli occhiali da sole: «C’era il sole sull’isola di Burma?».
Sputafuoco leva gli occhiali a specchio nuovissimi, lo fissa dall’alto in basso e con solenne lentezza gli fa: «Tu non capisci il carisma!». Troppa lentezza. Sputaveleno gli ha già sputato negli occhi anche stavolta.

 

Francesca Taddei
Questo «sputatore del Sudafrica» è abbastanza simpatico. In fondo lui se ne starebbe tranquillo e non andrebbe mai a cercare grane con un essere imprevedibile come il leone. Certo, se uno ti pesta i piedi… pardon, le spire…
Devo essere sincera, un po’ somiglio a questo serpentone. Io non cerco mai la rissa, evito più che posso i conflitti e faccio di tutto per impostare rapporti sereni. Però posso trasformarmi. Se mi feriscono (magari non accidentalmente come il leone, ma se lo fanno con volontà), posso diventare vendicativa. Non sono per niente portata al perdono, purtroppo; o forse per fortuna. In genere mi limito a chiudere con chi si comporta slealmente, ma non mi dispiacerebbe essere dotata di un paio di denti spara-veleno. Mi toglierei delle belle soddisfazioni…

 

Pietro
Per me si trattta di un meccanismo familiare: in famiglia non si parla, si aspetta che dentro ci si formi come un bolo di veleno e poi si sputa tutto fuori. L’assurdo pazzesco è che così non si sputa mai per la vera ragione, perché la vera ragione è seppellita sotto litri di liquido tossico in fondo all’orcio contieniveleno che ci portiamo dentro. Per esempio, hai calpestato la mia dignità la settimana scorsa in pubblico, citando un episodio che ecc. ecc. solo per fare bella figura? E io ti sputo addosso tutto il mio veleno perché non mi hai passato le zucchine.
Forse da questo sputatore dovremmo imparare, almeno dovrei farlo di sicuro io, il concetto della modica e soprattutto giusta quantità e sputacchiare un po’ per la vera ragione invece che poi saltarsi addosso per sciocchezze, che sono solo la punta di un iceberg.

Taggato . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *