Vetrina: seduzione di Igraine

igraineforse

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. In apertura:
 Ritratto di donna di Charles Allen Winter, si dice ispirato da Igraine).

Carla Muschio
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Il mio finale

Lei è perplessa, ma accetta. Tuttavia lo dice al marito, anche se il dottor Verdi l’aveva invitata al silenzio.
Si vedono l’indomani. La pizza è buona, ma la conversazione sgradevole. Verdi mette la mano su quella di Gaia e le dice: «Vuole venire adesso a casa mia? Vorrei mostrarle un quadro che ho comprato».
Gaia rifiuta. Alla fine del mese Ripetti viene licenziato.

Vetrina

LUCIANO
Nella antica storia Igraine si confida subito con il marito, ma rimasta vedova accetta di sposare Uther che pure aveva cercato di circuirla e partorito Artù non si oppone al suo affidamento ad una «buona famiglia». E’ onesta rivelando le mire del re colpito da mal d’amore ma poi arrendevole e passiva, non chiedendosi neanche come sia morto il duca. La soluzione A rivela una totale indifferenza per l’accaduto della giovane Lucy che parla solo quando il suo stato diviene evidente e si accontenta dopo il parto clandestino di scegliere il nome Arturo ed assistere al battesimo del figlioletto. Gaia ed il Ripetti sono invece una coppia moderna che forse ha perso certi valori sia di forma che di sostanza, anche se questo copione è immutabile da Betsabea ai giorni nostri . Quindi la bella, se più vicina al ramo Igraine si confiderà con il marito ed assieme decideranno che il non è poi così grande a fronte di una promozione da ottenere in anticipo, tanto tra loro quando c’è l’amore tutto si aggiusta ed il rischio di un Arturo è facilmente evitabile . Se invece Gaia è prossima al ramo Lucy non dirà nulla e ottenuto il miglioramento professionale dell’ignaro si presterà alle voglie del dott. Verdi, non proprio vittima del mitico mal d’amore, magari godendone. Cercherà in seguito di amministrare queste voglie senza avere troppi fastidi, consapevole di essere solo uno strumento passeggero di piacere per il padrone, mentre il matrimonio offre maggiori garanzie morali e materiali.
Se poi arriverà Arturo, magari figlio incerto dell’uno o dell’altro dei suoi due uomini, potrà sempre usarlo come strumento di dolce ricatto verso il dott. Verdi. Quindi niente per l’affido, anzi questa sarà la sua «buona famiglia».

ELENA TRABAUDI
Gaia però non ha intenzione di andare da sola a pranzo da Verdi, teme di trovarsi in una situazione imbarazzante e pensa di fare la cosa più semplice: dice tutto al marito. Il quale si libera dal lavoro senza dire nulla al capo, naturalmente, e all’orario prestabilito si presenta alla porta del dongiovanni insieme alla moglie.
Il signor Verdi non si scompone, fa finta di nulla. Solo, dopo i preamboli, si ricorda all’improvviso – così dice – di aver dimenticato di comprare il prosecco, e chiede a Ripetti di andare al negozio più vicino per procurarselo. Tanto sa che quel negozio è chiuso, e che l’impiegato dovrà fare un bel giro nei dintorni per raggiungere il risultato.
Appena uscito, Verdi promette mari e monti alla bella Gaia e intanto si spoglia e la porta sul divano. Lei, che era segretamente attratta da lui, si lascia andare subito alle sue carezze; e così succede quel che doveva succedere.
Il guaio è che dopo un mese si accorge di essere incinta e non sa come dirlo al marito e anche al figlio diciottenne. A questo punto fa una scelta strategica: trasferisce tutti i propri soldi in un Paese estero, scompare per un anno, fa nascere il figlio, lo chiama Green e poi lo dà in adozione a un’ottima famiglia.
Dopodiché, fintamente pentita, tornerà al suo trantran familiare, senza mai svelare la verità.

 

LODOVICO
Gaia accetta l’invito e si presenta dopo una settimana che non si lava i denti… una alitosi pazzesca… il desiderio del dottor Verdi di baciarla è subito messo a dura prova, praticamente neutralizzato.  Gaia anticipa il dottor Verdi e va subito all’argomento della carriera del  giovane marito e ne perora la causa perché ora loro hanno un po’ di debiti, avendo lei la insana passione del chirurgo plastico che l’avrebbe già rifatta completamente. Ma si sa quella per la chirurgia plastica è una innata passione che quando cominci non smetti più…

 

FRANCESCA TADDEI
La donna comprende al volo la situazione e, dato che del marito in fondo non le importa granché, accetta l’invito e si prepara a giocare le proprie carte.
Il giorno del loro incontro, tra un complimento e l’altro alle incredibili doti di Gaia, il dottor Verdi allude anche a possibili avanzamenti di carriera del marito. Facendo ovviamente capire che tale avanzamento necessiterebbe di una contropartita.
Ma Gaia gioca d’anticipo: se apprezza tanto le sue doti, soprattutto fisiche, è lei che dovrebbe avere un «premio», mica il marito. O no?
La trattativa, piuttosto esplicita, non ha bisogno di protrarsi oltre. Il dottor Verdi, ringalluzzito dalla facile conquista, si gode le grazie di Gaia, mentre contestualmente diventa il principale finanziatore della nuova attività commerciale della donna: un ristorante di lusso. Le stipula anche un’incredibile polizza assicurativa, che prevede risarcimenti per cifre impressionanti in caso di danni al locale.
La relazione si dipana tra incontri clandestini e cospicui versamenti sui conti bancari della donna. Nel giro di poco tempo l’uomo esaurisce i propri fondi e comincia a sottrarre forti somme alla propria compagnia per travasarle nel florido bilancio del ristorante e sui conti personali di Gaia.
Quando la compagnia assicurativa è ormai in cattive acque, il ristorante di Gaia viene distrutto da un incendio. Il risarcimento milionario previsto dalla polizza che lui stesso aveva creato fa fallire definitivamente la compagnia.
Al dottor Verdi, ormai sul lastrico, rimane solo il ricordo di quegli incontri clandestini. Gaia ha giusto il tempo di trasferire i suoi conti in qualche paradiso fiscale, prima di sparire dalla circolazione per vivere di rendita per il resto della vita. Quanto al marito, a lui la donna lascia il locale, e la cifra necessaria per risanarlo. Qualche mese dopo, il ristorante apre con un nuovo nome: «da Arturo».

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