Vetrina: scarpe slacciate

Charlie Chaplin in the Shoe-Eating Scene from .

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
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Carla Muschio
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Lettura

Non si vuol medesimamente comparire con la cuffia della notte in capo, né allacciarsi anco le calze in presenza della gente.

(traduzione di Myriam Cristalli) Allo stesso modo non è il caso di farsi vedere con la cuffia da notte ancora in testa, né di allacciarsi le scarpe di fronte agli altri.

(Giovanni della Casa, Galateo, cap. XXX)

Vetrina

Francesca Taddei
Oddio, non siamo a un incontro tra capi di stato; siamo in un campo sportivo! Quindi l’etichetta non va vissuta come un incubo. La cosa migliore è stare attenti a non inciampare, ma rimandare l’allacciatura a dopo il discorso. Oppure si può tranquillamente sdrammatizzare con una battuta: “ragazzi, sarà meglio che mi allacci la scarpa, altrimenti rischio di consegnarvi le medaglie da sdraiato!” Farà tanto effetto simpatia, soprattutto in un paese piccolo, e farà salire l’indice di gradimento presso gli elettori.

 

Elena Trabaudi
Leggendo la scenetta, temevo che Tonino avesse pestato qualcosa di peggio della stringa, nel qual caso sarebbe stato davvero imbarazzante far finta di niente e iniziare il discorso con una schifezza attaccata alla suola.
Ma così non è, quindi secondo me fa bene a chinarsi un attimo e allacciarsi – alla bell’e meglio – la scarpa incriminata. Certo dovrà farlo velocemente, per non obbligare i tre consiglieri a una sosta prolungata sui gradini, cosa che magari scatenerebbe l’ilarità dei presenti.

 

Mariagrazia
Per un sindaco che, sovente, affronta situazioni pubbliche difficili, apparendo determinato e sicuro di sé, sarà senz’altro semplice superare il piccolo inconveniente di una stringa slacciata e salirà con disinvoltura i pochi gradini.

 

Luciano Madrisotti
Abolirei i piccoli comuni, cioè li accorperei, per inutilità, dispendiosità e rischio di creare troppi piccoli “statisti”. Nel caso appunto il paese è piccolo e così il discorso che Tonino deve fare, piccoli sono i ragazzini che hanno fatto le gare, ma la situazione si prospetta impropriamente solenne e i rischi di caduta (nel ridicolo) sono tanti. Se il primo cittadino si chinasse di colpo per allacciare la scarpa farebbe sorridere malignamente, se inciampasse sul laccio ancora peggio. Ha poche soluzioni: salire con molta lentezza i gradini sperando di farcela, fare un balzo sportivo saltando i pochi gradini, piede con scarpa allacciata avanti poi l’altro, inventare su due piedi, è proprio il caso di dirlo, una battuta spiritosa che riveli l’involontario impiccio e giustifichi l’allaccio. Quest’ultima è forse la migliore soluzione, leggera e disinvolta, tanto il contesto può consentirla in mancanza di autorità civili o religiose di rango superiore. E per il futuro mocassini!

 

Lodovico Re
Il nostro Sindaco, un po’ troppo compreso nel ruolo, avanza stoicamente come nulla fosse, ma a causa della stringa slacciata inciampa nel cavo del microfono e l’amplificazione salta. Nel caos organizzativo che segue trova modo di allacciarsi la scarpa senza dare nell’occhio.

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