Vetrina: sbadigli

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La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Carla Muschio
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Lettura

Anzi dee l’uomo costumato astenersi dal molto sbadigliare, oltre le predette cose, ancora perciocché pare che venga da un cotal rincrescimento e da tedio, e che colui che così spesso sbadiglia amerebbe di esser più tosto in altra parte che quivi, e che la brigata ove egli è ed i ragionamenti ed i modi loro gli rincrescano. E certo, comeché l’uomo sia il più del tempo acconcio a sbadigliare, nondimeno, se egli è soprappreso da alcun diletto o da alcun pensiero, egli non ha a mente di farlo ma, scioperato essendo e accidioso, facilmente se ne ricorda: e perciò, quando altri sbadiglia colà dove siano persone oziose e senza pensiero, tutti gli altri, come tu puoi aver veduto far molte volte, risbadigliano incontinente, quasi colui abbia loro ridotto a memoria quello che eglino arebbono prima fatto, se essi se ne fossino ricordati.

 

(traduzione di Myriam Cristallo) Anzi si può ben dire che chi sbadiglia di frequente non sarà mai una persona davvero educata, e non soltanto per le ragioni suddette, ma anche perché così dimostra di non sentirsi a suo agio, di annoiarsi là dove si trova, e che i discorsi e i modi dei suoi compagni del momento gli procurino tanta noia che gli piacerebbe essere da tutt’altra parte. È anche vero che uomini portati a sbadigliare, se distratti da qualche piacevole idea o sensazione, facilmente se ne dimenticano e smettono di farlo; ma poi questi stessi individui, che sono per loro natura dei pigri e degli eterni disoccupati, basta un nulla perché tornino alle loro abitudini. Difatti si può notare che, se qualcuno si mette a sbadigliare là dove si trovano persone oziose e spensierate, ecco che subito dopo anche tutti gli altri risbadigliano a loro volta, come se chi ha cominciato avesse ricordato loro ciò che avrebbero già fatto, se ci avessero soltanto pensato prima.

(Giovanni della Casa, Galateo, cap. III)

Vetrina

Elena Trabaudi
Lo sbadiglio non si può reprimere; al massimo si può tentare di prevenirlo.
Ad esempio, Arturo era già stanco al ritorno dall’ufficio. Quindi era chiaro che, accomodato e sprofondato in un comodo divano, con un bicchiere in mano, si sarebbe addirittura potuto addormentare. Secondo me sarebbe stato meglio rinunciare alla serata e lasciare che Chiara, più fresca di lui, ci andasse da sola. L’alternativa, per non sbadigliare in faccia a tutti, poteva essere quella di girellare continuamente nella sala, tra un capannello e l’altro, intavolando pure discorsi su temi di proprio interesse. Forse in questo modo il povero Arturo si sarebbe annoiato di meno!

Francesca Taddei
Ah, lo sbadiglio è irrefrenabile e non è certo meglio fare mille smorfie per dissimularlo.
Come minimo però dopo il primo bisogna cercare di arginare il tracollo in verticale, magari alzandosi, sgranchendosi e bevendo un sorso d’acqua.
Ed è il caso anche di scusarsi, dicendo che si è molto stanchi, che si ha alle spalle una settimana terribile ecc…
Quindi meglio guadagnare rapidamente l’uscita, prima di addormentarsi sul divano!

Lodovico
Arturo sbadigliò e a ruota anche l’ospite: ma magnifico fu che anche il cane di casa, osservando la scena, fece un gigantesco sbadiglio dei suoi. Qualcuno prese la palla al balzo per dire che era ora di andare a casa. Fuori, nel fresco della sera, le gambe ritrovarono una vivacità che Arturo non immaginava e il sonno era sparito.

Luciano Madrisotti
Ieri sera prima di un concerto ho patito un attacco di almeno dieci sbadigli ravvicinati… notoriamente lo sbadiglio è uno dei moti del corpo, e anche dello spirito, più incontrollabili, contagiosi e spesso immotivati. Quindi Arturo, ove avesse percepito per tempo di essere assonnato, avrebbe dovuto attrezzarsi con preventive laute dosi di caffè, tanto più che una riunione di bancari, come probabilmente erano tutti, non offre certo prospettive di brio smodato. Se invece è stato colto di sorpresa dalla sonnolenza per l’argomento fiscale introdotto da Mara (ma insospettisce che già quando ascoltava parlare di un film non visto si annoiasse) avrebbe dovuto subito alzarsi dal comodo divano, ricorrendo ad un complice caffè al posto del vino bianco ghiacciato, prendendo magari aria fresca al balcone, riflettendo per il futuro che quella compagnia gli è nociva ovvero proponendo lui stesso un argomento di suo maggiore interesse. Chiara invece di inorridire avrebbe dovuto in qualche modo aiutarlo magari chiamandolo a se’. Ma forse la soluzione più semplice e corretta sarebbe stata di  rivolgersi all’ospite e collettivamente al maggior numero di amici presenti dicendo loro: sono così stanco che come vedete non riesco a non sbadigliare come un ippopotamo e neanche il maggiore narratore italico di barzellette, che è noto essere tale S.B. mi salverebbe. Quindi abbiate pietà e perdonatemi!

 

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