Vetrina: presentazioni

vetrina_pres

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Carla Muschio
Scrivimi e visita il mio sito

Citazione

L’uso prevalente nelle località di campagna di presentare sempre tra di loro le persone che si incontrano è fastidioso e inappropriato.
Di regola non si devono fare la presentazioni, a meno che non sia fuor di dubbio che la conoscenza possa essere opportuna e gradevole per entrambi. Presentare una persona presuppone approvazione sociale: diventi in certa misura responsabile della persona che presenti.
Regole che deve seguire una signora nelle presentazioni.
-Presenta la persona più giovane a quella più anziana.
-Presenta la persona più umile a quella di posizione più elevata.
-Si presenta un gentiluomo a una signora e non viceversa.
-Non si dovrebbe presentare un uomo a una signora senza aver prima ottenuto il suo consenso.
-Quando presenti tra loro persone che sicuramente saranno contente di conoscersi, è bene aggiungere che sei molto felice di farlo.
-Bada a pronunciare distintamente i nomi.
-Quando vieni presentata a qualcuno, non deve sembrare che tu non abbia mai sentito parlare di lui. Sarebbe imperdonabile.
-Presentando i membri della tua famiglia devi sempre dire il nome. Di’: «Mio padre, il signor Jones».
-Una donna, quando viene presentata, fa un grazioso cenno con il capo.
-La seconda volta che due signore si incontrano possono stringersi la mano, ma non devi tendere la mano a un uomo se non sei in grande confidenza con lui.

(tradotto da The Lady’s Book of Manners)

Vetrina

Francesca Taddei
Direi che la situazione si è risolta da sola, grazie all’arrivo dell’imbecille che se ne esce con «ciao, bambolina».
Paola farà semplicemente un passo di lato, per allontanarsi da Fiorella. In questo modo separerà la conversazione tra lei e il dirigente da quella tra Fiorella e il nuovo arrivato.
Paola non deve più scegliere se tirare o meno nella conversazione la sua amica. Rivolgerà semplicemente qualche parola al dirigente, dicendo che stava andando con la sua amica nel posto x e qualche altra cosa interlocutoria; a questo punto sta a lui scegliere quanto far durare la conversazione. Questa si può concludere subito con i saluti (al che Paola dovrà attendere che Fiorella abbia finito la sua, di conversazione); oppure può protrarsi ancora.
In ogni caso la ragazza che terminerà per prima di discorrere col proprio interlocutore, dovrà poi necessariamente aspettare che l’amica abbia fatto altrettanto, prima di riprendere la passeggiata insieme.

Lodovico Re
Per fortuna Paola ha dalla sua una certa  esperienza di meditazione yoga che in questi frangenti la aiuta a mantenersi imperturbabile. Un po’ come la Regina d’Inghilterrra quando un soldato del plotone d’onore  cade svenuto ai suoi piedi nel caldo d’estate, durante un cerimoniale. Paola ignora la cosa ed anzi accenna un sorriso come di chi avverte l’umorismo della situazione, saluta il dottor Rossi, presenta Fiorella e l’amico in qualche modo vien presentato anche lui. Poi Fiorella, Paola e l’amico, rimasti soli, se la rideranno tra loro davanti al cappuccino. E anche al dirigente, rimasto solo, verrà da ridere.

Elena Trabaudi
Fiorella fa un bel sorriso all’amico del cuore, lo prende per mano e lo porta via di lì con la scusa di parlargli di qualcosa. Mentre si allontana con lui, accenna uno «Scusate» rivolto soprattutto al dottor Rossi. Al che Fiorella può e deve avviare un piccolo discorso con il suo capo.
Se invece Fiorella non ha la prontezza di portar via il suo amico avventato, non vedo grandi scappatoie per Paola.
Nota a margine: ma perché costei si lascia chiamare «bambolina»? Se è simile a lui, sorriderà vacua senza capire la situazione.

Taggato . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *