Vetrina: pavoni

 

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Nel video: Carly Simon,
You’re so vain).

Carla Muschio
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Lettura

Non fare il pavone guardandoti dappertutto per controllare il tuo aspetto: che le scarpe ti stiano bene, le calze siano a posto e i vestiti cadano a pennello.

(George Washington, Regole di civiltà e comportamento decoroso)

Vetrina

Elena Trabaudi
Nadia pensava di essere da sola; si vede che dentro di sé sognava di far parte del mondo dello spettacolo, o almeno di partecipare a un talent show televisivo. Doveva poi sentirsi bella e fatta bene, beata lei!
Tutto ciò per dire che Alba non doveva spiarla per un minuto intero, per poi farla rimanere male con un “Ma non ti vergogni?” fuori luogo, moralista e antiquato.
Piuttosto c’è da chiedersi come si siano scelte queste due amiche. Di solito non si cerca nell’altra l’opposto di sé; oppure, se lo si cerca, perché magari è funzionale in quel momento per la nostra crescita, ci si guarda bene dallo sgridarla per questo motivo.

 

Rosa
Quando Alba chiede «Ma Nadia, che fai? Non ti vergogni?», Nadia ha la risposta pronta e maliziosamente le risponde: “Ma lo facevo pensando a te…!”.

 

Lodovico Re
Per Nadia non è difficile rispondere ad Alba: “Ooooh, la mia suorina di clausura! Dai, non fare così, adesso ti porto da “Talare fashion” e stasera abbiamo la tua sfilata di moda ecclesiastica!….lì sì che ci divertiamo!”

 

Francesca Taddei
Se sono davvero due amiche non ci saranno certo imbarazzi tra di loro! Alba magari si metterà a ridere vedendo l’amica che ancheggia davanti allo specchio, ma non credo proprio che le dirà di vergognarsi. E di cosa poi? Al limite si sta rendendo ridicola, ma non sta facendo niente di male. Sono due amiche, non le vede nessuno: se anche una si mette a giocare un po’, penso che l’altra non si scandalizzerà.

 

Luciano Madrisotti
Brava Nadia, spiritosa ed autoironica, pronta ad approfittare delle occasioni di piccola teatralità quotidiana, certamente libera e simpatica!   Alba è invece una donnetta, a Milano la si direbbe sciuretta, a Roma sora Cecioni, come l’immensa Franca Valeri ci ha insegnato. Ma sotto sotto cova qualcosa, la sussiegosa Alba sta un minuto a sbirciare Nadia prima di rivelarsi: forse la tenta quel piccolo episodio di autoironia e per un attimo si immedesima nell’amica e immagina di poterla emulare, ma subito il perbenismo prende il sopravvento ed il breve istante di possibile libertà si spegne.

 

Paola
Non rispose.
Il silenzio divenne vuoto intorno a lei.
Ferita, riflettè.
Sentiva solo il battito del suo cuore nella cassa toracica.
Sentì, capì che era stata sfiorata una difficoltà profonda, quella di avvicinarsi in modo dolce al propio corpo ,al pudore, alla sensualità, alla relazione.
Al gioco preparatorio dell’amore.
Spezzò il silenzio.
«Non c’è da vergognarsi, gioca anche tu», disse sorridendo.

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