Vetrina: pastasciutte e gelati fritti

La vetrina di questa rubrica presenta la mia lettura dell’allegoria pubblicata la settimana precedente, seguita da una scelta di quelle inviate dai lettori. Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!

Lettura.  Nel trattare con una persona fredda e rigida, può tornare utile l’esempio del gelato fritto e della pasta surgelata. Se la si investe di primo acchito con un grande calore, essa si accenderà in superficie, con un entusiasmo che può anche essere intenso, ma conserverà il suo cuore di ghiaccio. Se si cerca un’interazione breve, in stile “gelato fritto”, va bene così. Ci sarà un momento di scambio affettivo, dopo di che la persona potrà tornare al suo consueto stile gelido, senza sentirsi minacciata nelle sue strutture profonde.
Se con quella stessa persona restia ad accendersi agli affetti si desidera un’interazione di più lunga durata, bisogna badare bene alla temperatura. Meglio “sgelarla” piano piano, in padella o in forno, a temperatura medio-bassa. Solo così la persona riuscirà a scaldarsi via via a livelli sempre più profondi, fino a “sciogliersi” completamente. C’è il caso che la persona prenda gusto alla leggerezza acquisita e decida addirittura di vivere in modo più caldo sempre, tenendo una temperatura del cuore che lasci circolare gli affetti.

Elena Trabaudi, Cotture. Dal punto di vista culinario, la frittura è un tipo di cottura veloce per portare alla massima temperatura nel più breve tempo possibile. Quindi capisco la questione del gelato: il procedimento descritto è corretto. Volendo trasporre l’esperimento sul piano umano, direi la persona si era come congelata, ma manteneva al suo interno la capacità di sciogliersi appena la situazione esterna gliene avesse dato la possibilità. Ad esempio, delle persone frequentate per uno scopo possono averla fatta sentire circondata da calore umano, partecipazione, e lei non si è più sentita sola.
Nel caso del blocco di pasta, secondo me andava messa in forno. Il latte caldo l’avrà sì scongelata, ma rendendola molle.
In questo caso siamo di fronte a qualcuno che ha dei nodi incancreniti nel profondo di sé; e per scioglierli non è sufficiente rivolgersi a lui amichevolmente o invitarlo a una passeggiata. Ci deve essere un qualcosa (ad esempio la psicoterapia) che sciolga quei nodi dal di dentro, prima che la persona possa aprirsi al prossimo. Ma anche quando l’operazione sarà effettuata, il risultato non sempre sarà perfetto. Magari la sua personalità si sarà ammorbidita, però a discapito di qualche lato più originale e brillante. Solo se il calore che c’è intorno sarà penetrato per bene e con calma all’interno, costui potrà dirsi salvato.

Francesca Taddei. Coppia 1 e Coppia 2 sono due coppie di coniugi di mezza età. Sono a uno di quei “punti morti” che possono capitare dopo tanti anni di matrimonio. Il tempo passa, la passione svanisce, la routine prende il sopravvento, i motivi di litigio aumentano, magari le ingerenze esterne complicano le cose… insomma i coniugi si scoprono lontani mille miglia.
Marito 1 si è accorto che il rapporto con la moglie ormai somiglia più a quello di due conoscenti che si sopportano, piuttosto che a quello di due persone che si amano. Anche Marito 2 si è accorto che ormai il famoso “calo del desiderio”, all’interno della coppia, è arrivato a livelli più che preoccupanti. Entrambi decidono di provare a fare qualcosa per smuovere la situazione.
Marito 1 regala alla moglie un completino sexy e, vincendo le ritrosie di lei, la convince ad entrare con lui in un locale per scambisti. In effetti, superato l’imbarazzo iniziale, la donna si sente talmente a suo agio che si gusta alla grande la nottata. La settimana successiva è lei stessa che propone al marito di tornare al locale e nel giro di poco tempo ne diventa la vera star: bella e glaciale, è la partner più richiesta dai frequentatori, perché sa come divertirsi e far divertire e non c’è il rischio che si creino coinvolgimenti emotivi poco consoni in quella situazione.
Marito 2 invece sceglie un’altra strada. Un giorno sorprende la moglie con una lunga lettera. Lui che a stento scrive qualche scarno sms, riempie paginate ricordando il batticuore al loro primo appuntamento, la gioia dei primi baci; tutto quello che non ha mai detto, insomma… Da quella sera la televisione rimane spenta e i due cominciano a parlarsi, a raccontare, a spiegare, anche a baciarsi. Piano piano, una sera dopo l’altra, marito e moglie si sentono diversi, più vicini. La freddezza reciproca si è sciolta completamente.

Rosa. Le nostre azioni sono buone (o cattive oppure etiche etc) a prescindere o l’idea di buono (cattivo oppure non etico etc) gli deriva dal risultato? Esiste un’ “etica assoluta” del gesto o l’ “etica” gli deriva dal suo risultato?
Un usuraio è cattivo per definizione, oppure se per caso aiutasse qualcuno a evitare il fallimento e la rovina diverrebbe buono?

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