Vetrina: molliche di pane

Buon anno e ben ritrovati.
Per i nuovi lettori: la vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. La canzone in apertura è Sing dei Travis, e se date un’occhiata al video capite perché si trova qui).

Carla Muschio
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Lettura

Non si sbriciola il pane sulla tovaglia, non si gioca con la mollica, non si riduce il proprio posto come il piancito di un pollaio. Se, per qualche ragione, non si desidera mangiare la mollica, la si toglie pulitamente mettendola da parte. Mai nel piatto in cui si mangia.

(Colette Rosselli, Il nuovo Saper Vivere di Donna Letizia,
Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1990, p. 88)

Vetrina

Luciano Madrisotti
Chi scrive ha una certa tendenza manipolatoria inconsapevole con presumibile scopo di rilassamento e capisce questi gesti automatici. In Asia vi sono vari strumenti atti allo scopo come una specie di rosario islamico da sgranare sempre, ma nel caso siamo a tavola in Occidente e i commensali seppur amici stretti sono tenuti a corrispondere tra loro senza distrarsi con tecniche esotiche, altrimenti se ne stavano a casa. Certo Diego va aiutato comprendendo la sua noia e lo sfogo automatico che si è creato. Se nessuno ci pensa o se ne è accorto, lo faccia Luigi, magari suggerendogli a parte di inghiottire la mollica, visto che ha ancora appetito! Ma se la cosa non disturba nessuno e Luigi la trova meritevole di imitazione, ingaggi una battaglia a palline magari proclamando che è caccia grossa ispirata dalla narrazione delle avventure in savana e Diego non si sentirà minimamente imbarazzato.

 

Elena Trabaudi
A quel punto la moglie di Luigi lo imita e prepara un set di palline di grandezza decrescente e, usando la forchetta a mo’ di catapulta, comincia a tempestare allegramente la dirimpettaia, moglie di Diego. E questa, ovviamente, si arma a sua volta di palline e imita la prima. Nella fitta sassaiola, il padrone di casa continuerebbe imperterrito il suo monologo se la moglie non gli tirasse addosso con un sorriso un’intera michetta.

 

Mariagrazia
Caro Diego , come ti comprendo ! Certo che non si fa, che non è educato, ma è anche vero che capita di essere assalito dalla noia per una compagnia non omogenea o per un commensale logorroico ed allora… Tanto è vero che Luigi, come te, ha ricordato il vecchio antidoto, la pallina di mollica di pane, che oltre tutto, in barba alle mani appena lavate per andare a tavola, diventava subito scuretta !! Che spontaneità tornare inconsapevolmente agli anni verdi !

 

Francesca Taddei
Luigi e Diego iniziano a ridere e a lanciarsi le molliche di pane; il padrone di casa interrompe il monologo e a sua volta si mette a produrre palline; le mogli fanno altrettanto. Un po’ di sana allegria infantile invade la piccola compagnia.
Direi che tra amici si può tranquillamente dimenticare il galateo e ogni tanto anche regredire all’infanzia!

 

Lodovico Re
Nel momento in cui la pallina di mollica va a segno, il figlio  adolescente dei padroni di casa – che sta guardando del calcio in televisione – esulta: ha segnato la Roma all’ultimo minuto. La scena della mollica viene notata da tutti. All’unisono la tavolata si alza in una  entusiastica ed affascinante Ola!

 

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