Vetrina: minigonne

mini-gonne

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
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Carla Muschio
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Citazioni

Oltre a ciò non si vuol l’uom recare in guisa che egli mostri le spalle altrui, né tenere alto l’una gamba sì che quelle parti che i vestimenti ricuoprono si possano vedere: perciocché cotali atti non si soglion fare se non tra quelle persone che l’uom non riverisce. Vero è che se un signor ciò facesse dinanzi ad alcuno de’ suoi famigliari, o ancora in presenza d’un amico di minor condizione di lui, mostrerebbe non superbia ma amore e dimestichezza.

Se non vi trovate con questo linguaggio, ecco una versione di Myriam Cristallo

Dirò ancora che nessuno si dovrebbe mai sistemare in modo da voltare le spalle a qualcuno, né tanto meno alzare una gamba al punto da lasciar vedere quelle parti intime che siamo abituati a coprire col vestito, dato che azioni del genere di solito ci permettiamo di farle solo davanti a persone che non rispettiamo troppo. Con l’eccezione che, se un signore si comportasse così di fronte a parenti o amici di condizione inferiore, in questi casi non darebbe già prova di superbia ma segno di amicizia e familiarità.

(Giovanni della Casa, Galateo, cap. VI)

Vetrina

Francesca Taddei
Generalmente sarebbe preferibile presentarsi a un esame vestiti in modo «neutro» e forse la minigonna sarebbe da evitare. Ma credo che l’abbigliamento possa creare qualche problema caso mai alle superiori, dove i professori hanno modo di fare più caso a come sono vestiti (o svestiti) i propri studenti; all’università francamente quello che conta è essere preparati quando ci si presenta a un esame. Se Laura è sicura di quello che sa e saprà esporlo, nessuno farà caso a come è vestita!
E poi in genere, durante un esame, professore e studente siedono uno di fronte all’altro, con un tavolo o una scrivania di mezzo; dunque l’esaminatore vede solo il busto di chi ha di fronte. Se proprio Laura è colta da un’insicurezza dell’ultimo momento riguardo alla sua minigonna, basterà che avanzi verso l’esaminatore tenendo qualcosa davanti a sé (la giacca, la borsa, lo zaino, un ombrello…), in modo da coprire un po’ le cosce scoperte. Una volta seduta, che ci sia la vecchia professoressa, o il giovane assistente, guarderanno il suo viso e soprattutto valuteranno quello che sa.

Elena Trabaudi
Nei manuali di buone maniere era previsto un abito per ogni circostanza. Io, come molti della mia generazione, mi sono abituata fin da ragazzina a vestirmi come mi pare, vale a dire più o meno sempre in jeans. Non ho mai posseduto un tailleur, tanto per dire; non ho nell’armadio abiti da cocktail e tanto meno da gran sera. Detto questo, sarà facile capire che mi schiero con la ragazza del testo e per la libertà di vestirsi come le pare (l’importante è la sua preparazione). Quello che può risultare stonato, secondo me, non è l’abito ma l’atteggiamento.

Lodovico Re
Come vestirsi il giorno dell’esame? Certo, il giorno degli esami è un momento particolare e un po’ solenne e d’altra parte ogni nostro abito è logos. Lo è l’abito degli studenti e lo è ugualmente quello dei professori, giovani assistenti o maturi titolari di cattedra che siano. L’abito di stoffa discende dal nostro abito mentale. I nostri vestiti son come la maschera sul viso degli attori di teatro: la maschera non copre, ma rivela.

Rosa
Laura si domanda se il suo look con minigonna sia quello giusto per la situazione: un esame orale all’università. E’ in dubbio: troppo seduttiva, oppure spigliata nel modo giusto? Il dubbio le rimane. Solo di un dettaglio del suo vestire non è sicuramente contenta: i tacchi alti le fan male ai piedi. Nel rispondere alle domande dei professori c’è il rischio che pensi al dolore al piede.

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