Vetrina: Messer Galvano e Messer Marhalt

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La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Nell’immagine, un’opera di Dante Gabriel Rossetti).

Carla Muschio
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Finale

C’era anche un terzo partito nel paese, che raccoglieva i tiepidi, gli indecisi e i tradizionalisti, che disapprovavano l’accanimento della campagna elettorale degli altri due e raccoglievano sempre maggiori consensi grazie a questo.
I “sondaggi” al bar del paese davano come leggermente in vantaggio il Partito del Faggio, ma ecco che il capolista di questo ebbe un’idea: propose al Partito della Matita, che si era battuto onorevolmente quanto il suo, di fondere il loro elettorato e i loro programmi.
Le elezioni vennero vinte a larga maggioranza da quella che era diventata la Coalizione di Faggio e Matita.

Vetrina

 

Francesca Taddei
L’anonima cittadina delle Ande è evidentemente una sorta di paradiso in terra, se i primi due partiti si occupano di ecologia e istruzione, temi che, notoriamente, hanno uno scarsissimo “ritorno” in termini di voti. In tale luogo ideale si può dunque immaginare che, a un certo punto della campagna elettorale, ciascuno dei due partiti riconosca il valore e l’importanza dell’azione dell’altro.
Invece di affrontarsi in estenuanti e inutili faccia a faccia per strapparsi qualche voto, decideranno dunque di collaborare e di governare insieme, qualunque dei due sia il partito che uscirà vincitore dalle urne.
Creata una lista unica, con una matita che disegna un faggio come simbolo, gli eletti lavoreranno in sinergia per dare nuovo impulso all’istruzione pubblica, per azzerare gli agenti inquinanti, per riciclare al 100% i rifiuti ecc… Il tutto con piena soddisfazione della cittadinanza, ovviamente.
Ok, ora ditemi dov’è questo posto, che mi ci trasferisco.

Filippo
Dopo essersi detti di tutto e essersene fatte di tutti i colori alla fine, chissà come, fecero pace. Per suggellare la nuova armonia, un po’ stile la “Grosse Koalition” tedesca di Angela Merkel, il partito del Faggio donò a quello della Matita un grande cavallo in legno di faggio che fu posto nella aula del seggio.
La notte della domenica, finite le votazioni, dal cavallo fuoriuscì il candidato Sindaco, Ulisse, che corresse un gran numero delle schede avversarie. Le schede del Faggio stravinsero, il Segretario Ulisse, venne eletto Sindaco e non vi fu più necessità di una Grosse Koalition.

Elena Trabaudi
Vinse il partito della Matita, per un pugno di voti. All’insediamento del sindaco e della giunta ci furono non pochi mugugni da parte dell’opposizione, la quale pensava di aver perso un’occasione importante per far sentire la necessità di un approccio etico verso le risorse naturali.
Dopo qualche mese però la maggioranza era in fibrillazione: troppi impegni presi al buio, senza ben rendersi conto dei costi! Il sindaco in persona aveva invitato letterati e filosofi per un Festival delle Ande nuovo di zecca, ma i cachets di quelle personalità avevano sbancato le casse del Comune. Così non si trovavano più le risorse per la normale amministrazione.
Gli avversari avrebbero potuto agilmente approfittare della situazione per far cadere la giunta, ma, stranamente, si misero a collaborare con gli antichi nemici e, con molta fatica, il paesino si salvò dalla bancarotta.
“Ma questa è una fiaba”, disse il bimbo.
“Sì, caro”, rispose la mamma. “Però ora dormi, è già tardi…”

 

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