Vetrina: Messer Galvano e il Cavaliere Verde

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La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Nell’immagine,
Il cavaliere azzurro di Vasilij Kandinskij).

Carla Muschio
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Finale

Rossi mostrò orgoglioso il bilancio, che risultò in attivo. Il padrone ascoltò tutta la sua relazione, ma alla fine osservò: «E la tassa ecologica? Non è stata inserita».
Il dottor Rossi si smarrì.
Riprese il padrone: « Caro Rossi, lei è troppo ingenuo per capitanare un’azienda. Il capo dell’amministrazione aveva avuto da me l’ordine di tentarla con operazioni illegali. Lei ha resistito per due volte, ma vedo che alla terza ha ceduto e ora si vergogna a rivelarlo davanti a tutti… Ma così va il mondo. Io la perdono e, anzi, dato che sono anziano, ho deciso di ritirarmi. Vorrei invitare lei a continuare a dirigere la mia azienda».
«E la tassa ecologica?».
«Non so, decida lei. Non sono più io a dirigere».

Vetrina

ELENA TRABAUDI

I convenuti si guardarono increduli. Ma come? Il loro capo stava cercando un temerario che rischiasse tutto, senza nessuna contropartita? Tutti loro erano in una posizione piuttosto buona: dirigenti in una fiorente ditta, con stipendi alti. Se uno di loro avesse tentato la sorte dell’imprenditore, lo avrebbe fatto in vista di un’acquisizione della società, non della gestione per un anno come vice-capo!
Ma nel silenzio imbarazzato a un certo punto si fece avanti Marina. Con piglio manageriale, mitigato solo da un incongruo sbattimento di ciglia, si mise a dire che lei poteva tentare di sostituire il capo, certo non per ambizione ma per amore per la ditta che le aveva dato tanto.
Detto fatto, la ditta fu sua, non solo per quell’anno ma per sempre.
Il dottor Neri se ne andò alle Maldive e non fece più ritorno; correva voce che avesse aperto un bar sulla spiaggia e che servisse cocktails ai clienti assetati.

 

PAOLA
Il verso che intendeva il Dott. Rossi non era quello che intendeva l’amministratore!
Il Sindaco non venne sostenuto e neanche eletto, malgrado i giochi illeciti.
Dato il risultato elettorale la tassa ecologica fu richiesta e questo mise a dura prova
le casse dell’azienda che però riuscì a fare un buon lavoro.
Alla riunione di fine anno, il padrone, non all’oscuro degli avvenimenti, licenziò l’amministratore e nominò suo vice
il Dott. Rossi.
Mise il figlio a capo dell’amministrazione con il Dott. Rossi a seguirlo.
Praticamente designò una possibile successione….grande soddisfazione generale.

 

ROSA
Purtroppo nessuno dei dirigenti si fece avanti per accettare la proposta. I dirigenti conoscevano   troppo bene i conti dell’azienda che non riusciva a farsi conoscere: l’offerta sembrava a tutti un trucco per cavarsela dal fallimento e recuperare un capitale, Allora il padrone decise di allargare l’offerta al personale tutto.
Si fece avanti Martino, che in azienda faceva a mezzo tempo il giardiniere: la sua mansione era curare quattro alberi, l’erba intorno al parcheggio ed un’aiuola davanti all’azienda. Non proprio una figura in carriera.
Martino dalla sera alla mattina si ritrovò Presidente. Come prima misura fece piantare un grande frutteto sulla strada che subito richiamò molta gente che liberamente poteva mangiare dei frutti che maturavano lì. Dalle aiuole spuntarono bellissimi roseti che vinsero anche dei premi, facendo correre il nome dell’azienda. Una stupenda pianta rampicante ora decorava tutta la facciata e tutti presero a chiedersi chi mai fosse l’archistar di tanto restyling.
Tutti venivano ad intervistare il Presidente e lui riceveva gli intervistatori con le cesoie in mano.
Passato un anno, il nome dell’azienda era sulla bocca di tutti ed al rientro della proprietà non rimase che congratularsi con Martino, calorosamente.

 

FRANCESCA TADDEI
Il dottor Rossi ovviamente non fece alcun cenno alla questione della tassa evitata in cambio del sostegno alla campagna elettorale del sindaco. Ma il capo non poteva certo esserne all’oscuro, dato che intratteneva ottimi rapporti con il sindaco stesso.
Quindi si guardò bene dal farne menzione davanti a tutti, ma in cuor suo approvò l’operato del sottoposto (che era perfettamente in linea con la politica dell’azienda).
Poco dopo, il dottor Rossi si ritrovò con un bel premio-produzione a tanti zeri nella busta paga.
E tutti vissero felici e contenti.

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