Vetrina: Lancillotto salva Ginevra dal rogo

Rescue of Guinevere by William Hatherell web

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Sopra,
Il salvataggio di Lancillotto di William Hatherell).

Carla Muschio
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Finale

In mancanza di meglio Giovanna concorda l’operazione con Gerardo, un giovane promettente che era stato amico di Ludovico. Gerardo avverte però la paziente che, se prima di una settimana avrà trovato un collega più valido di lui disposto a effettuare l’operazione, si tirerà indietro.
Il giorno dell’operazione Aristide non va in ufficio. Fuori della sala operatoria, segue gli eventi. Giovanna è in anestesia, tutto è pronto per iniziare e chi compare a dirigere l’operazione? Ludovico. Il suo è il primo volto che Giovanna vede al risveglio. La sua testa è salva, e anche il suo cuore.

Vetrina

ELENA TRABAUDI
Giovanna sa che suo marito ha ragione, a parte il modo brutale in cui le ha parlato. Sa che ci vuole un chirurgo veramente in gamba per operarla al cervello, così si mette alla ricerca del tipo adatto, rivolgendosi a tutte le sue conoscenze in ambiente medico. Di fronte alla sua richiesta, però, tutti si defilano, adducendo impedimenti vari; in realtà non vogliono rischiare un insuccesso proprio con la moglie di un amico e collega. Veramente uno dei chirurghi interpellati si dichiara disponibile, ma Giovanna lo vede così incerto e dubbioso che si spaventa e rifiuta l’offerta.
Tornata a casa, compone un annuncio a mezza pagina da far inserire su tutti i bollettini medici: Per Ludovico. Ho bisogno di te, non del tuo cuore ma delle tue mani. Contattami appena leggi questo avviso. Ma sì, in fondo ti amo ancora!

FRANCESCA TADDEI
Alla fine si decide di rivolgersi al più grande luminare in circolazione, che rileva effettivamente una situazione assai critica e fissa l’operazione di lì a pochi giorni.
Il giorno previsto, però, mentre tutta l’equipe è pronta, la camera operatoria altrettanto, e la paziente già anestetizzata, il luminare ha un malore e viene portato via d’urgenza. Al suo posto arriva trafelato un sostituto, che i presenti riconoscono al volo, nonostante indossi già mascherina e abiti protettivi.
Quando Giovanna si risveglia, al termine di un intervento lungo e complicato ma felicemente riuscito, grande è la sorpresa nello scoprire che chi l’ha operata altri non è che il suo Ludovico.

LODOVICO
Lui era lì lì per chiamare il suo ex-allievo che oramai aveva superato il maestro e che solo avrebbe potuto salvare lei. Eppure all’ultimo istante un misto di risentimento, invidia, punta di orgoglio gli impedì di chiamare. Lei morì. Quando lei  chiuse gli occhi gli tornò in mente senza sapere perché la musica e parole  di un brano di una canzone di Vasco Rossi quando canta “ne uccide più l’orgoglio che il petrolio”.

PAOLA
“Se pensi mi possa salvare, andiamo da lui” sussurra Giovanna.
Aristide aveva già contattato Ludovico ma stranamente lo aveva trovato riluttante, timoroso di non aver la mano ferma in questa occasione.
L’operazione è difficile, il coinvolgimento di tutti è alto.
La tensione elevatissima provoca un black-out  generale, tutti sono costretti a ripensarsi.
All’uscita dall’incubo si ricomporranno gli amori.
Come sopravvissuti, felici della vita, ognuno troverà la propria vena d’amore viva e pulsante in sé.
E la condividerà.

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