Vetrina: la vista di Orione

vetrina_orione

La vetrina di questa rubrica presenta la mia lettura dell’allegoria pubblicata la settimana precedente, seguita da una scelta di quelle inviate dai lettori. Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Lettura

Se possiedi la vista, devi evitare di volgere lo sguardo direttamente al Sole, perché ti brucerà gli occhi, ma se sei cieco, non hai nulla da perdere. Puoi anche guardare il Sole fisso in viso e magari sarà proprio lui a ridarti la vista. Tante volte in situazioni di privazione estrema sono le scelte apparentemente più sbagliate ad essere giuste. Io ho sperimentato molte tecniche di lavaggio su capi di vestiario dati per perduti perché avevano macchie resistenti ai sistemi comuni. Non sempre, ma a volte ho recuperato il vestito e per di più grazie all’esperimento ho acquisito maggiore abilità nell’arte del lavaggio.

Vetrina

Pietro V.
Il tema della vista imperversa ultimamente tra le allegorie, noto. Questa di Orione mi fa venire in mente una cosa che mi è stata detta una volta in Marocco: nel deserto a volte devi fissare il sole fino a bruciarti gli occhi per tornare a vedere. O a guardare? In ogni caso, se non ci si vede nulla è meglio farsi guidare da qualcuno, e questo mi pare il senso anche di questi nostri strani, politici giorni.

 

Elena Trabaudi, Reagire alle batoste
Tutti sappiamo che nella vita piovono mazzate quando meno te lo aspetti; a volte anche da chi mai immagineresti. Essere accecati da un suocero è un esempio notevole: se dovesse accadere, ci sarebbe un processo, una condanna, una moglie che rinnega il padre.
Ma una lettura allegorica ci dice che, se anche uno viene colpito in malo modo e a tradimento, può rifarsi; deve solo farsi aiutare da qualcuno che lo conduca fino alla fonte di luce, e lì riacquisterà ciò che ha perduto. Basta guardare fisso il sole, cioè avere ben chiaro l’obiettivo della ricerca; a questo punto la perseveranza nel cercare il riscatto diventa il mezzo per riprendere ciò che ci è stato tolto: l’onore, la carriera e così via.
Ma non sempre è così facile; volere è potere è un motto molto bello, ma un po’ troppo ottimistico. E così bisogna ammettere che a volte è impossibile riavere ciò che ci è stato tolto in modo fraudolento. Allora diciamo che l’importante è averci almeno provato!

 

Francesca Taddei
Insomma, mai darsi per vinti. O, per dirla con uno slogan in voga qualche anno fa perché propinato da una qualche Isola dei famosi: «crederci sempre, mollare mai». Che è sinistramente vicino all’ancora più famoso (o meglio famigerato) «boia chi molla».
In pratica si sostiene che, se non ci si arrende alle difficoltà della vita, se si crede fermamente nelle proprie possibilità, se si persevera e anche se si ha una certa fede in un futuro che sicuramente ci sorriderà, si potranno ottenere grandi cose.
Vero in parte, perché non sempre bastano impegno, costanza, capacità. Insomma, non sempre volere è potere. Nella realtà Orione rimarrebbe privo della vista; al massimo potrebbe trovare un buon cane per ciechi.

 

Lodovico Re
Son passato molte volte a riguardare quel cancello. Altissimo. Incredibile pensare di averlo saputo scavalcare e per giunta di slancio. Mai potrei pensare di essere stato io ad averlo fatto.
Eravamo dei ragazzi ed il nostro pallone era finito nella villetta di un vicino. In qualche modo ero entrato per andare a riprenderlo: tutto era tranquillo. Poi all’improvviso senza nessun segnale premonitore sbucò dal  niente un furioso cane da guardia e io a scappare, ma dove? Ero chiuso dentro. Vidi il cancello e d’un balzo mi lanciai su per il cancello rovesciandomi poi giù. Salvo.
Son passati molti anni e non ho mai dimenticato questa scena e continua a stupirmi la vista di quel cancello e di un’impresa così.

 

Rosa
A volte ci chiediamo come potremmo vivere forte se sapessimo correre incontro alle cose.

 

Taggato . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *