Vetrina: la mantella che uccide

Sandys_Frederick_Morgan_le_Fay

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Nell’immagine, la fata Morgana in un dipinto di Frederick Sandys).

Carla Muschio
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Finale

Vincenzo, malvolentieri, si sottopone alle lezioni di kayak insieme al fratello. La prima volta che i due, con i loro kayak, vanno a fare una gita sul lago, il kayak di Vincenzo si ribalta e lui, la testa sott’acqua, non riesce a slegarsi. Chissà se il fratello riuscirà a salvarlo?

Vetrina

PAOLA PELLACANI
«Accetto» rispose Vincenzo, non senza un brivido.
Come in montagna quando cammini in un punto stretto tra due dirupi.
Se non sei equilibrio sei in pericolo.
Eccolo il pericolo, da una parte amore dall’altra vuoto.
«Bene, che bel programma» disse Michele.
E quel brivido lo attraversò.

 

FRANCESCA TADDEI
È il compleanno di Paolo, che ha dato una festa anche per celebrare il primo anniversario della sua nuova vita. Dopo anni di alcolismo e una lunghissima terapia di gruppo, ha raggiunto il bel traguardo di 365 giorni senza bere alcool e vuole quindi condividere la sua soddisfazione con amici e parenti. Tutti gli portano doni: libri, cd, capi d’abbigliamento, gingilli supertecnologici. Ma un regalo lascia Paolo senza parole: una bottiglia di whisky. Il giorno dopo la festa, non riesce ancora a capacitarsi dell’indelicatezza del gesto da parte di quel conoscente (non si può certo definire amico una persona così superficiale!). Paolo si rimprovera di non aver fatto notare la cosa sul momento; come far capire, adesso, che si trattava di un regalo fuori luogo?
Decide quindi di mandare un messaggio indiretto alla persona in questione, un biglietto di ingresso a una festa del vino, con bevuta illimitata, accompagnato da queste parole: «divertiti in quel mondo che ho conosciuto bene». Il personaggio in questione, oltre che superficiale, è decisamente stupido e non capisce l’allusione. Si rallegra invece della bella opportunità e prende alla lettera la scritta «all you can drink» che campeggia all’ingresso della festa. Dopo quella prima memorabile sbornia, si darà a una serie infinita di serate alcooliche e l’anno successivo, alla festa di Paolo, non sarà neanche in grado di arrivarci con le proprie gambe.

 

LODOVICO RE
Vincenzo accettò di buon grado: non gli sembrava vero di poter finalmente condividere un’avventura con quel suo fratello Michele: Michele era il suo fratello maggiore e sempre un po’ velatamente in rivalità con lui, l’unico altro fratello. Vincenzo al contrario lo adorava e voleva sempre emularlo o far qualcosa con lui.
Corsero quindi questa avventura insieme: pian piano impararono a scendere per fiumi sempre più impetuosi o ad arrivare in angoli molto tranquilli ed isolati della vita del fiume. Vincenzo si sentiva molto rassicurato e quasi innamorato della vita con questo fratello. Fu per questo che quando affondò legato nel suo kayak nel fiume un po’ agitato, neanche lì pensò male del fratello e non sospettò mai che lui avesse allentato il tappo sotto lo scafo del kayak.

 

ELENA TRABAUDI
Vincenzo dice: «Mai e poi mai farei un corso di kayak, lo sai bene. Tu sì che sei adatto, così bello, così sportivo».
«Ma io non sono affatto sportivo, mio caro. Lo sport che preferisco è la lettura di libri di filosofie orientali!», risponde Michele.
«Appunto, non puoi continuare così, diventerai anchilosato a forza di stare seduto».
«E a te che te ne importa? Da quando in qua hai preso a cuore la mia situazione? Proprio tu che nemmeno sai che esisto…».
«Ah, perché tu invece sei tutto preso dal mio bene, vero? Neanche una telefonata all’anno per sbaglio ricevo da te».
Le persone presenti dirottarono il discorso su un altro tema, i fratelli si guardarono in cagnesco per un po’, finché, con sollievo di tutti, la riunione familiare ebbe fine.
L’anno dopo Vincenzo e Michele non andarono al ritrovo natalizio e naturalmente non si fecero alcun regalo.

 

 

 

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