Vetrina: la lingua dei fiori

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
Nota di servizio: la scuola di buone maniere chiude per Pasqua e la prossima lezione verrà pubblicata l’8 aprile. Auguri a tutti, screanzati e beneducati.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Nel video: Dorothy Squires,
Say it with flowers).

Carla Muschio
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Lettura

La proposta di uno dei gestori del sito: fiori di zucca fritti in entrambi i casi.
Amore, amore.

Vetrina

Elena Trabaudi
Giuseppe sceglierà innanzitutto due tulipani, uno rosso (dichiarazione d’amore) e uno giallo (amore senza speranza), per dare a modo a Irene di immaginarlo come un innamorato che si autoflagella. Poi aggiungerà una calla, per dirle: Sei bella; qualche nontiscordardime per farle capire che la ama veramente; e una rosa bianca, con la quale vuole dirle: Guarda che non sono da buttare, sono degno di te.
Per Irene si aprono due strade: se è stata a macerarsi per amore gli manderà un semplice mazzolino di margherite di prato per dirgli: Ci penserò, con la menta (sentimenti caldi). Giuseppe capirà che lei è pronta a rimettersi con lui.
Se invece la lontananza le ha fatto capire che sta meglio libera che con un uomo che non le dà affidamento, Irene potrà sbizzarrirsi in un bel mazzo variopinto che contempli peonie (rabbia), ortensie (Non ti amo più) e garofani gialli a simboleggiare lo sdegno.
Ma forse in questo caso preferirà dedicare tempo, soldi ed energie ad altro.

 

Luciano Madrisotti
Che bella la situazione proposta! Certo i due non più tanto giovani lasciano dubitare della sincerità dei loro sentimenti, ma diamogli credito, anche se non possiamo scordare la disattenzione di lui negli ultimi tempi e ci chiediamo se nasca da onesto disamore dopo pochi mesi di rapporto. E poi lei sembra accettare con rassegnazione, o soddisfazione?, la fine della storia e non muove un dito per cercare di salvarla. Comunque lui vuole riappiccicare il legame  e dovrà mentendo un po’ manifestare sentimenti accesi se vuole avere successo. Quindi la faccia breve nelle giustificazioni e mandi un tris di fiori di misura diseguale di menta per esprimere sentimenti caldi, tulipani come rinnovata dichiarazione d’amore e mughetti per auspicare così il ritorno della felicità. A fronte di tanta menzogna lei risponda con un mazzolino di peonie per rammentare la rabbia e giacinti a conferma della gelosia provata, che è anche amore, infine condisca il tutto con tanti nontiscordardime che dichiarino il suo vero amore verso il fedifrago. E avanti fino alla prossima estate, non dimenticando però Giuseppe di allegare al bouquet uno straccio di spiegazione scritta del linguaggio dei fiori!

 

Filippo
Lui prepara un mazzo  tutto di dalie (tuo per sempre), nontiscordardime (vero amore) e tulipani (dichiarazione d’amore). Lei lo ricambia con calla (bellezza femminile), mughetto (ritorno della felicità) e menta  (sentimenti caldi). La pace gemmò e anche sbocciarono fior di  idee: un romantico sabato pomeriggio all’ipermercato Fiordaliso dove si concessero un cono gelato al fiordilatte, promettendosi di non far più cavolate.

 

Mariagrazia
INAFFIDABILE !! A 30 anni ancora non ha consapevolezza di sé?? Da restare senza parole; pentito ma per di più ancora egoista perché  «lui» soffre senza di lei ma non si chiede come stia lei. Allora il suo bouquet sarà così composto: tulipani, non-ti-scordar-di-me e dalie. Lei gli risponderà con: garofani gialli, girasole, peonie e tulipani gialli. Tout court.

Francesca Taddei
In queste cose bisogna «ragionare al semplice», altrimenti si rischia che l’altro non comprenda il messaggio e fraintenda, sortendo magari l’effetto opposto a quello desiderato.
Quindi meglio puntare su un solo concetto. Per Giuseppe, non essendoci qualcosa che significa «scusa», direi di puntare sui fiori che parlano di amore, reale e sincero. Sceglierei dunque tra dalia, nontiscordardime e tulipano, anche abbinati.
Per lei direi che c’è una sola risposta possibile: la margherita di prato, cioè «ci penserò».
Si spera che Giuseppe colga la similitudine con il freddo «Le faremo sapere» al termine di un colloquio di lavoro, e quindi si prepari al peggio.
Starà poi a Irene decidere quanto lasciarlo frollare nell’attesa e se dargli o meno un’altra possibilità.

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