Vetrina: la gioia della corte di Erec ed Enide

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La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Sopra: un’opera di Maurice Lalau per il ciclo di
Tristano e Isotta).

Carla Muschio
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Finale

«Se sabato non vieni all’opera con me – dice Benedetto all’amico – farò il lavoro da solo e puoi star certo che non ti inviterò mai più».
Il messaggio è così forte che Agostino ha un ripensamento. Accetta l’invito dell’amico e rinuncia al weekend con Manuela. Lei fa l’offesa, si incupisce.
Da quel giorno la relazione peggiora, ma Agostino si sorprende a non esserne dispiaciuto. Dopo due mesi si lasciano.

Vetrina

LUCIANO MADRISOTTI
Erec ed Enide convivono da alcuni anni, sono moderatamente benestanti come tanti oggi, godono di un mutuo-casa, frequentano palestre dedite a pilates e yoga nonché una scuola di ballo latino-americano che chiamano salsaemerengue, forse ritenendo trattarsi di un’unica parola, utilizzano tablet e smartphone in dosi massicce come tutti. Hanno pensato un giorno di dover fare una crociera e, essendo per loro indifferente la meta ma non la qualità e le possibilità di passatempi della nave, hanno prescelto quella diretta nel Mediterraneo orientale, più grande e divertente di quella diretta all’opposto. La nave si chiama Gioia della Corte ed ha almeno tremila cabine oltre a casinò palestre piscine vari campi da sport saloni delle feste e molto altro. I ristoranti anche etnici offrono sette pasti al giorno più quelli opzionali, naturalmente tutti compresi nel prezzo, dei quali la coppia approfitta con larghezza. Alla fine del terzo giorno sono già orribilmente satolli e il dì seguente Enide si sente così indisposta da non poter lasciare la cabina. Malauguratamente quella sera nel salone più grande è indetta la festa di metà viaggio con fatidica gara a premi di salsaemerengue. Eric dichiara di volerci andare ad ogni costo, tanto più essendo loro due una moderna coppia aperta, Enide piagnucola per trattenerlo e alla fine gli tiene il broncio. Eric insolitamente vivace si unisce subito ad una coetanea di aspetto abbastanza interessante trovata all’ingresso del salone per gareggiare ballando e costei si libera così dalla noiosa presenza del fratello che aveva accompagnato in crociera e che a sua volta si sente condizionato dalla sorella sempre tra i piedi. Quindi liberi ambedue i fratelli, la coppia in gara finisce per vincere il terzo premio, Eric corteggia anche un poco la compagna, e non sappiamo se la cosa avrà sviluppi nei tre giorni restanti di viaggio, quindi torna fiero nella sua cabina con la medaglia del premio al collo ma trova Enide profondamente addormentata.

 

ELENA TRABAUDI
Agostino vive ore di angoscia: non sa come dire a Manuela che la decisione è presa, lui quel fine settimana non andrà con lei al lago (lago che oltretutto l’ha decisamente stancato). Resterà in città e andrà con Benedetto alla rappresentazione del Flauto magico.
Quando i due innamorati si incontrano, Agostino prova a dirglielo con tatto, ma lei scoppia a piangere e gli urla: Ecco, lo sapevo, non mi ami più! Lui prova goffamente a consolarla, ma è deciso a non cedere. Dopo un po’ la ragazza, al colmo della disperazione, se ne scappa a casa e inonda di lacrime il cuscino.
Siamo ormai al sabato. Agostino esce con l’amico, vanno a prendere un aperitivo, chiacchierano, ridono. La realizzazione del Flauto magico è molto interessante, ma quello che il nostro eroe assapora è il senso di libertà, che ormai era diventato solo un ricordo lontano.
C’è da giurarci che lunedì prenderà il coraggio a quattro mani e dirà a Manuela che è stato molto bello, ecc; che lui non la merita e che lei troverà qualcuno molto migliore di lui. Dopodiché fisserà per il sabato successivo una rentrée in grande stile nel club degli scapoli!

 

LODOVICO RE

Soluzione ovvia.
Benedetto bidona l’amico sparendo dal foyer del teatro per andare a trovare Manuela. mentre Agostino rimane a teatro….

Soluzione già più frizzante
Benedetto va a trovare Manuela, pensando di aver lasciato da solo Agostino a teatro, ma…. anche Agostino ha avuto la stessa idea e quando si incontrano da Manuela nasce un complicato, ma magnifico menage à trois.

Soluzione sfigata
Come sopra, Agostino e Benedetto si ritrovano da Manuela, ma…la trovano felicemente   impegnata con il bagnino degli stabilimenti balneari del lago.

 

FRANCESCA TADDEI
Gli argomenti di Benedetto sono talmente convincenti, che alla fine Agostino si convince. Per una volta non asseconderà i desideri di Manuela, ma accompagnerà l’amico a teatro. Come dirlo però all’amata? Parlare sinceramente è fuori discussione. Come molti uomini, Agostino ritiene che sia molto meglio inventarsi una scusa e sfuggire all’ossessivo rito del weekend al lago con un sotterfugio.
Così, quando manca poco alla partenza, telefona a Manuela e le dice che purtroppo gli ha appena telefonato un cugino, che ha gravi e impellenti problemi personali e di lavoro e che ha chiesto di vederlo immediatamente. Poi, temendo che Manuela possa offrirsi di accompagnarlo, aggiunge “sai, sono cose delicate e vuole che siamo solo io lui… e poi abita abbastanza lontano e sarà una cosa lunga…”. La ragazza non ha niente da obiettare e Agostino si sente sollevato: libero per tutto il week-end! All’improvviso si sente molto più leggero.
La sera, mentre sta andando allo spettacolo, si dice che è stato più facile del previsto e che potrà trovare qualche altra scusa, in futuro, per sfuggire al lago.
Agostino si gode la serata insieme a Benedetto. Al termine del weekend, telefona a Manuela e si cala nel personaggio del cugino premuroso. Racconta alla ragazza del tempo trascorso a consolare il povero parente, dei tanti problemi che ha e del sostegno che ha promesso di dargli; lei lo lascia parlare, poi gli chiede a bruciapelo: “ma il Flauto magico, l’altra sera, ti è piaciuto? A me molto”.
Lui comincia a balbettare “cosa?… chi?… ma…”. E lei, serafica: “Ero in galleria; c’era un’ottima visuale da lassù. Certo, forse tu, in platea, ti sei perso il colpo d’occhio di certe scenografie”.
Agostino è preso in contropiede e ammutolisce; Manuela spiega che aveva avuto due biglietti all’ultimo momento e che stava per chiamarlo per proporgli un sabato sera diverso, a teatro; ma lui l’aveva preceduta con quella famosa telefonata in cui diceva del cugino, e di quanto stava male ecc…
Allora a teatro ci era andata con un amico, Vittorio; e durante la serata aveva scoperto anche tante cose in comune con lui e un’affinità che non immaginava. “Certo, pensavo comunque che avrei voluto essere lì con te. Finché non ti ho visto in platea e ho capito che mi avevi raccontato un bel po’ di balle. E con quelle che mi hai detto poco fa direi che posso sentirmi sollevata da ulteriori commedie. Adesso scusami, ma devo rispondere a Vittorio. Mi propone di passare insieme il prossimo week-end e a questo punto sono decisamente e totalmente libera!”

 

PAOLA

Lo spettacolo, meraviglioso, cattura i due amici che esaltati trovano spunti di grande valore per la loro tesina.
Agostino interrotti i weekend isolanti comincia a assaporare una nuova idea di sé.
Benedice Benedetto, se ce ne fosse ancora bisogno!!
Manuela è sconvolta, tutto il suo castello crolla, le manca l’aria.
Si arrocca nella sua posizione fino a quando….già, fino a quando?
Fino a quando vede un uccellino- un pettirosso?- in giardino
e lo segue
e sorride
e ricomincia a respirare.

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