Vetrina: la frutta

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Lettura

Tutta la frutta va mangiata con la forchetta (per i cachi ci si serve del cucchiaino, dopo averli tagliati a metà); escluse, naturalmente, l’uva e la frutta col guscio.
L’uva si mangia tenendo il grappolo con la sinistra e staccando gli acini con la destra.
Mele e pere si tengono ferme con la forchetta, se si sa adoperare con sufficiente destrezza il coltello; altrimenti si taglieranno a spicchi, ciò che faciliterà lo sbucciarle. Lo stesso per le pesche, benché molti preferiscano, a causa delle vitamine, mangiarle senza sbucciarle, dopo averle ben lavate.
Gli aranci vanno sbucciati tenendoli in mano; oppure tagliando prima un dischetto a ciascuno dei poli e poi descrivendo col coltello una serie di… meridiani su tutta la buccia che poi si staccherà facilmente col coltello, tenendo fermo il frutto con la forchetta infilzata in uno dei “poli”.
Per le banane basta un taglio longitudinale che le liberi dalla buccia. Veramente la banana non dovrebbe mai essere toccata dal coltello. Si può tagliare la buccia a sezioni longitudinali che si ripiegheranno attorno al frutto sbucciato che verrà portato direttamente alla bocca.
Oltre ai cachi, si mangiano col cucchiaino anche i pompelmi, che vengono presentati per metà, in coppe semisferiche.

(Vera Rossi Lodomez, Ada Salvatore, Grazie sì grazie no,
Editoriale Domus, Milano 1953, p. 64)

Vetrina

Luciano Madrisotti
Benedetta l’uva e ciliegie, piccole prugne, fichi, datteri ed albicocche, tutti frutti che si mangiano senza sbucciarli portandoli con le mani alla bocca! Benedette macedonie, fragole e frutti di bosco serviti in coppetta con cucchiaino! Altra frutta può creare problemi ma non è scandaloso maneggiarla con le mani solo quando è indispensabile, usando le posate per il resto della consumazione. Quindi togliere con il coltello le calotte dell’ arancia e incidere la buccia verticalmente tenendo il frutto sul piatto, poi avendolo in una  mano e con il coltello nell’altra eliminare le sezioni di buccia e via via mangiare gli spicchi. Mandarini e clementine chiedono solo una discreta sbucciatura senza posate. Mele pere e pesche danno maggiori problemi, ma per non  cadere in imbarazzanti situazioni direi di tenere il frutto sul piatto con una mano e dividerlo in quattro, poi con le posate sbucciare e spartire ulteriormente ogni pezzo per mangiarlo. Certo però chi serve in pranzi formali pere e pesche manifesta pulsioni sadiche! Meloni e angurie, si spera già offerti in fette senza buccia, si mangiano con le posate. Semi e noccioli vanno sputati nella mano a coppetta tenuta vicino alla bocca, mai direttamente sul piatto. Ma non si deve trascurare il piacere immenso di addentare una mela croccante intera e con la buccia o una pera o pesca sbrodolandosi fino ai gomiti! Certo solo quando sia possibile e decente…

 

Francesca Taddei
I due ragazzi leggono sghignazzando le regole del bon ton che riguardano la frutta. Mele e pere che vanno tagliate e sbucciate adoperando coltello e forchetta, banane da sbucciarsi anch’esse con le posate e poi da tagliare a fettine, fichi che vanno prima sezionati in quattro parti simmetriche, per non parlare poi della frutta con i semi, che vanno graziosamente raccolti e depositati nel piatto!! C’è da morir dal ridere…
Al momento della cena i due, ancora divertiti dalla lettura, decidono di provare a fare come descritto nel libro. Federica impiega una buona mezz’ora per riuscire a fruire di un’arancia secondo le regole del galateo. Fernando si procura un bel taglio a un dito tentando di sbucciare una mela con coltello e forchetto. Alla fine, tra un’imprecazione e l’altra, decidono che dal pasto successivo torneranno al buon vecchio metodo.

 

Mariagrazia
Altro che ridere! Chapeau a chi è ancora capace di sbucciare la frutta usando le posate, in particolare la pesca o l’ arancia. Abilità da prestidigitatore. Infatti alla fine di pranzi non strettamente di carattere familiare, ci si vede offrire una coloratissima e profumata macedonia di frutta fresca (sbucciata in cucina), oppure si passa direttamente al dessert. Beata la scimmietta, legittimata a mangiare la banana con le… mani.

 

Elena Trabaudi
La soluzione migliore sarebbe una buona macedonia, con varia frutta succulenta tagliata non troppo grossa ma neanche a pezzettini minuscoli adatti a poppanti, come si tende a fare nella città in cui vivo. Così il lavoro è tutto di chi la prepara, e agli invitati resta solo la gioia di gustarla. Lo stesso vale per le fragole.
Per quanto riguarda la frutta intera, posso fare degli esempi. L’arancia va sbucciata facendo due cerchi ai poli e poi incidendo la buccia a spicchi longitudinali. L’ananas è complicato da aprire, volendo fare barchette con tanto di ciuffo, e polpa a cubetti sfalsati. La mela andrebbe sbucciata con coltello e forchetta, come la pera; molto più semplice è gustare una banana.
Passiamo alla frutta estiva: per quanto riguarda le ciliegie, basta evitare di sputare i noccioli, che vanno invece presi graziosamente nella mano e depositati sul piatto. Le albicocche si dividono in due con facilità, mentre per le pesche è più difficile, però “all’amico pela il fico, pela il persico al nemico” dice il proverbio. Io comunque la buccia della pesca non la mangio, sembra stoffa, e quindi non riesco a evitare di bagnarmi le mani. Una fetta fresca di melone o cocomero (anguria) viene presentata spesso già pronta da mangiare, staccata dalla buccia. Occhio ai semi dell’anguria, che non vanno assolutamente mangiati: quindi regolarsi come con le ciliegie, con stile e disinvoltura, se se ne è capaci!

 

Lodovico Re
Fernando e Federica se la ridono non solo a leggere, ma ancor più alla sera a cena, quando decidono di mettere in pratica gli insegnamenti. Che spasso inseguire i chicchi d’uva con la forchetta per tutto il tavolo ed anche sotto.

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