Vetrina: il papa

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La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Sopra, un’immagine di Maurice Lalau).

Carla Muschio
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Finale

Arturo rimpiange di aver letto quel messaggio, ma ormai la macchina del sospetto è stata accesa ed è difficile fermarla. Confessa alla moglie di aver letto il messaggio e lei ride.

  • – Come ti è venuto in mente? Non ti sapevo così poco riservato. E comunque che c’è di male? Che dice?

Valentina nega ogni coinvolgimento amoroso con il collega del marito, ma Arturo non riesce più a spegnere l’ira per il monsignore che è sorta in lui. Così l’indomani gli dice deciso:

  • – Ho esaminato le opere che mi hai chiesto per la tua mostra. Mi spiace, non posso dartele, sono troppo fragili per essere trasportate anche solo da una stanza all’altra.

Lanci incassa il colpo, ma le malelingue si scatenano. “Non si può fare la mostra senza quelle opere, – sostengono alcuni – bisogna convincere Arturo.” Ma altri commentano: “Sarà anche una ripicca, ma ci voleva. Bravo, Arturo!”
Intanto la preparazione della mostra è in stallo, tanto che la notizia arriva fino al Papa in persona. Questi si fa raccontare da più di una fonte la situazione, poi chiama un religioso di cui si fida particolarmente, Giuseppe, un frate francescano, e gli affida il compito di riconciliare le parti.

  • – Un po’ di amore in più è sempre meglio dell’odio, non trova, fratello?

Giuseppe si stupisce di tanta apertura mentale. Accetta la missione diplomatica e dopo aver incontrato questo e quello riconcilia tutti, a questi patti: Monsignor Lanci non invierà più sms stupidi a Valentina, Arturo tornerà ad amare la moglie e autorizzerà lo spostamento delle sculture richieste per la mostra, tra cui una splendida Venere che esce per l’appunto da una conchiglia.

Vetrina

ELENA TRABAUDI
Di fronte al messaggio di Monsignor Lanci sul cellulare della moglie, Arturo rimane un attimo perplesso, ma poi si convince che si tratti semplicemente della buonanotte in tono paterno di un uomo di chiesa verso una pecorella, per quanto la pecorella in questione sia giovane e bella.
Così torna a consultare il suo elenco, dimenticandosi del contrattempo.
Ed ecco che compare la moglie, elegantissima, profumata e sorridente, che gli comunica di dover andare in banca per parlare di certi titoli con il direttore. Arturo anche stavolta non può fare a meno di chiedersi come mai per andare in banca una persona debba mettersi così in ghingheri, e come mai il viso di Valentina emani quella luce particolare…
Ma fu la sera di quel giorno che Arturo non poté più far finta di niente con se stesso, quando, entrando in casa prima del previsto, trovò i due amanti a letto insieme. E il bello è che non gli dettero nessuna spiegazione, anzi: si misero a ridere e, rivestitisi, andarono via insieme sottobraccio.

 

ROSA
Arturo non resiste e dal telefono di lei risponde al messaggino: “Stella stellina la notte si avvicina, anche Arturo si avvicina. Se la conchiglia non vuoi che solo  al sugo si cucina, vai a quel paese tuo, l’Indocina.”

 

FRANCESCA TADDEI
Può darsi che tutto finisca a tarallucci e vino, come nella vicenda originale, con  intervento di una figura esterna, pacificazione generale ecc…
In fondo può essere che tutti preferiscano mantenere una facciata di finzione; ci sono lavori prestigiosi di mezzo e tutti hanno qualcosa da perdere in caso di scandalo. Certo, le voci che girano in un ambiente così ristretto, potrebbero creare imbarazzo in chiunque, e allora può  finire anche con una bella  sceneggiata, magari con tele rinascimentali e oggetti d’arte antica che volano al posto dei consueti piatti!

 

PAOLA
Non può più non vedere e non sentire, è costretto ad affrontare la realtà.
Arturo, l’uomo, il marito, decide di sedurre ancora sua moglie… Le farà la corte, teneramente.
Si risveglierà da un torpore che lo stava anestetizzando alla vita.
Ascolterà se in lei vi è ancora un palpito d’amore per lui.
Se lo sentirà vibrare forte in sé.
Ascolterà le risposte, non senza fatica, e da quelle inizierà un cammino nuovo.
Solo o sposato si vedrà… ma vivo e palpitante sì…

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