Vetrina: gli amori di Elsa

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Il video è
Polyamorous dei Breaking Benjamin).

Carla Muschio
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Lettura

Una dama baderà anche a evitare un errore su cui ho visto scivolare molte donne, cioè quello di sparlare e sentir sparlare volentieri di un’altra. È un errore perché quando una donna, sentendo raccontare cose turche di un’altra donna, se ne mostra turbata e dice che non ci può credere, quasi che ritenesse impossibile l’impudicizia in una donna, dà motivo di pensare che, se quel peccato le sembra tanto enorme, lei non lo ha mai commesso; e invece quelle che stanno sempre a ficcare il naso negli amori delle altre e non vedono l’ora di raccontarli per filo e per segno, fanno pensare che glieli invidiano e che se divulgano i falli delle altre è per avere pronta la scusa che così fan tutte quando a farlo saranno loro; e, guarda caso, se ne vengono fuori in certi risolini e certe mosse che la dicono lunga sul gusto che ci provano. Ne deriva che gli uomini, benché sembrino ascoltarle con piacere, il più delle volte se ne fanno una pessima opinione e le rispettano a stento, perché hanno l’impressione che con quei modi esse li invitino a spingersi più avanti; tant’è vero che poi l’uomo passa i limiti e a quella lì le fa l’oltraggio che si è meritata, dopodiché la stima così poco che non gliene importa più niente di frequentarla, anzi la giudica un fastidio.

(Baldassar Castiglione, Il cortigiano,
tradotto da Carmen Covito e Aldo Busi, Rizzoli, Milano 1993, p. 280)

Vetrina

Francesca Taddei

E meno male che è la sua migliore amica!!  Pensa se non lo fosse…
Ovviamente il comportamento di Mariella è imperdonabile: divulgare informazioni così personali riguardo all’assente Elsa dimostra la sua inaffidabilità e totale slealtà.
Ma almeno i presenti sapranno come comportarsi in futuro: mai fare alcuna confidenza a quella pettegola!

 

Elena Trabaudi
Ha fatto male Elsa a spiattellare tutto agli altri cinque. Al limite avrebbe potuto parlarne con il proprio marito in privata sede. Ma come mai non gliene aveva fatto cenno in cinque anni? Lui penserà che sua moglie sia uguale identica all’amica, perché chi tiene bordone per così tanto tempo a una traditrice evidentemente ha qualche interesse personale a farlo.
Invece magari la povera Mariella è stata solo avventata in un momento di debolezza; e le toccherà pagarne il fio per niente! Ora quando andrà a fare la spesa si sentirà seguita; il cellulare suonerà di continuo per tenerla sul filo, la sua vita diventerà un inferno. Finché, stanca di sopportare, confesserà un inesistente tradimento e se ne fuggirà con Dodo, il suo adorato bassotto.

 

Lodovico Re
«Io non ti ho mai tradito!…», diceva mio cugino a sua moglie, aggiungendo poi: «… ma anche se lo facessi, non lo verresti mai a sapere!».

 

Rosa
(che canticchia a memoria i Jefferson Airplane)

Nessuno ti ha mai detto una cosa del genere
Il fantasma di tua madre è ancora lì, alle tue spalle
Faccia di ghiaccio – solo un po’ più fredda
che ti dice «Non puoi farlo, infrange
tutte le regole che hai imparato a scuola!»
Ma io davvero non vedo perché non possiamo andare avanti in tre.
Ci amiamo  e questo è palese
C’è solo una risposta che mi viene in mente
Sorelle – amanti – fratelli d’acqua
e nel tempo forse altri ancora
Dunque vedi – quel che possiamo fare – è provare qualcosa di nuovo.
Se sei matto anche tu,
Io proprio non vedo perché non possiamo andare avanti in tre.

 

Luciano Madrisotti
Che brutta parte ha interpretato Mariella!  Certo il pettegolezzo nobilitato come gossip è una tentazione forte, specie in chi pensa di arricchire così la sua immagine sociale, per sembrare più cinica e alla moda di tutti. Ma riferire dettagli di un delicato rapporto che coinvolge un’amica ad altri comuni amici è imperdonabile. Si fosse trattato di chiacchere solo tra donne forse il peccato sarebbe veniale, sempre ne sono state fatte negli harem occidentali con ironia e spesso comprensione o invidia, in fondo è spesso l’uomo che taccia taluna di essere p…, raramente la donna!  Ma eccitare la curiosità dei mariti, ovviamente pronti a dare un giudizio pesante su Elsa non essendo loro stessi parte beneficiaria dell’intrigo, è stato molto brutto. Non tanto quale vera amica, ma solo in quanto responsabile, Mariella avrebbe dovuto glissare sull’argomento magari suggerendo che l’ignoto cavaliere certo era conosciuto da ambedue i coniugi, in fondo stavano a teatro e non sulla soglia di una albergo a ore. Ma se anche non fosse riuscita a trattenersi dal rivelare che si trattava di un amante, mai avrebbe dovuto aggiungere dettagli sulla connivenza maritale, dettaglio crudele e volgare che ignora la possibile dose di sofferenza di lui e perché no forse anche di lei attrice di una commedia così pasticciata. Ci si augura che i presenti alla cenetta saranno più discreti o comprensivi.

 

Mariagrazia
Altro che migliore amica! Con un comportamento a dir poco vergognoso, il messaggio sarà non solo pessimo ma darà credito al vecchio proverbio «fidarsi è bene, non fidarsi è meglio». Una curiosità: data la patetica domanda rivolta al marito, mi chiedo: che sia invidiosa?!

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