Vetrina: girasoli

girasole

La vetrina di questa rubrica presenta la mia lettura dell’allegoria pubblicata la settimana precedente, seguita da una scelta di quelle inviate dai lettori. Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
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Carla Muschio
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Lettura

Quando si è giovani si cerca l’affetto, l’amore con tutto il proprio essere. Quando si trova un oggetto d’amore, lo si segue con costanza, cercando di non perdere il contatto, senza mai saziarsi dell’interazione, come il girasole segue il sole nel cielo cercando di non perdere neanche un raggio. Diventati adulti, si hanno minori infatuazioni e, se si imita il girasole, ci si fissa in modo stabile su un amore particolare, organizzando l’esistenza attorno a questo. Non per niente in russo un termine dell’affettuosità è solnuška, «piccolo sole».

Vetrina

Elena Trabaudi
Gli esseri umani cambiano punto focale attorno a cui girare a seconda delle situazioni e anche delle fasi dell’esistenza. Per il bambino piccolo è la mamma il faro al quale guardare sempre per qualunque esigenza: lei gli dà il latte, gli sorride, è una sicurezza.
Nell’adolescenza, appena il cuore incomincia a battere forte per un amore, ecco subentrare quella persona nel ruolo di sole. Gli giriamo intorno, lo ammiriamo finché lo stufiamo, o è lui che stufa noi; insomma, è la giostra tipica di quell’età.
Da adulti invece la situazione è più variegata: si può scegliersi come sole una persona, un gruppo, o anche un interesse. O, meglio ancora, lasciar perdere tutti i fari e dedicarsi a varie cose, con la consapevolezza che possiamo badare a noi stessi anche senza trarre ispirazione da qualche guru.

 

Francesca Taddei
Perché si sa che i girasoli si muovono seguendo il sole e al tramonto si girano per aspettarlo al suo sorgere. Tutti all’unisono, perfettamente allineati.
Ma c’è sempre chi non si piega al sentire comune, chi non segue il gregge, e allora eccoti [in apertura] un’immagine di un girasole controcorrente, che dà le spalle a tutte le altre migliaia di suoi simili.

 

Lorenzo
Entusiastico girasole che stai sempre dietro al sole nella tua giovinezza, come io nella mia, e ora che  sono cresciuto, come te, guardo sempre ad oriente.

 

Pietro V.
Io, i girasoli, non li ho mai potuti sopportare. Per me rappresentano una menzogna, il regno vegetale che si finge animale e scimmiotta il movimento, cantando la propria dipendenza dal bisogno di luce e calore. E poi? Una volta cresciuti e diventati grandi, ci spremono e i nostri semi finiscono per friggere le patate, cioè altri come noi? Non so, mi hanno sempre messo tristezza, i girasoli. Vuoi mettere con la sincerità di una cartina di tornasole?

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