Vetrina: Gareth lascia la madre

isolde

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Nell’immagine: Charles E Perugini,
Isolde).

Carla Muschio
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Finale

Venne il giorno in cui il nido fu troppo stretto. Che fare?
La madre rispose: «I piccoli con il becco avrebbero dovuto aprire un varco sulle pareti del nido e imparare a volare».
«Allora, mamma», disse Roberto, «domani mi iscrivi al liceo artistico».

Vetrina

FRANCESCA TADDEI
I genitori capiscono cosa intende dire il ragazzino, ma la svolta decisiva arriva dopo una cena con una coppia di amici, che hanno un figlio che frequenta da anni lo stesso liceo in cui vorrebbero iscrivere Roberto. Dopo una serata di sfogo sulla svogliatezza di questo ragazzo, sui 3 e i 4 che fioccano da ogni parte, sulle continue tensioni in casa e anche sui soldi spesi per le ripetizioni, i due si dicono che decisamente non è il caso di far fare al proprio figlio una scuola contro la sua volontà. Il rischio è di ritrovarsi in un tunnel simile a quello in cui si trova la famiglia amica!
Per non sembrare però di aver preso questa decisione solo per evitare un incubo collettivo, i genitori annunciano in pompa magna a Roberto che hanno deciso di venire incontro alla sua volontà, che valorizzeranno le sue qualità artistiche ecc. In sintesi, che non lo iscriveranno al liceo classico.

ELENA TRABAUDI

Dopo aver ascoltato il sogno di Roberto, la madre disse: Speriamo che qualcuno si sia accorto dell’asse che impediva ai rondinini di spiccare il volo e di lasciare il nido!
Nel dire questo, però, pensò che l’esempio si adattava benissimo alla situazione del suo Robertino, che in realtà non era più così piccino, e che probabilmente avrebbe voluto a sua volta spiccare il volo verso i cieli dell’arte, invece di seguire la via familiare, quella del liceo classico.
E allora, con un po’ di ritrosia, chiese al figlio: Davvero hai sognato le rondini o volevi solo farci sapere che ti senti costretto a una scelta che non ti piace?
Ehm…fece Roberto.
Va bene, senti, stasera ne parlo col papà e poi vediamo.
E così la mamma ebbe un bacio sonoro da un figlio che da un po’ non gliene dava, anzi che si ritraeva ogni volta che lei tentava di baciarlo.

PAOLA
«Non voglio la tua morte, vorrei che tu avessi strumenti per capire te stesso e il mondo», disse la madre.
«Se non seguo il mio disegno morirò, ma sento vero e forte il tuo insegnamento e gli darò respiro», rispose Roberto.

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