Vetrina: Excalibur

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. In apertura, un brano da
Superfantozzi, in cui la grottesca creatura di Paolo Villaggio è alle prese col mito arturiano).

Carla Muschio
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Finale

Dorothea si dedicava al quartiere Eastview di Ottawa, popolato da cattolici che vivevano in estrema povertà. Per perorare la sua causa Dorothea parlava loro nel linguaggio delle fiabe e diceva così:

  • – Conoscete la storia di Excalibur, la spada di Re Artù? Il suo fodero era magico. Se lo indossava in battaglia, il re non poteva perdere neanche una goccia di sangue. E il fodero che vi regalo io funziona allo stesso modo…

Non sapeva ancora, Dorothea, quanto sarebbe stato prezioso quel fodero per la lotta all’AIDS.
Nel 1936 Dorothea venne arrestata e processata per la sua attività. L’azione legale ebbe vasta eco e Dorothea sarebbe probabilmente stata condannata se non fosse intervenuto A. R. Kaufman, un magnate della gomma e filantropo, a finanziare la sua difesa. Dorothea venne assolta in quanto aveva operato non a fini commerciali ma «per il bene pubblico».
La pratica della contraccezione, compreso l’uso del preservativo, divenne legale in Canada solo nel 1969.

Vetrina

LUCIANO MADRISOTTI
Non vi è dubbio che Arturo sia uno dei concorrenti superstiti dell’Isola dei Famosi. Ha appena perso una gara contro un avversario che nella vita fa il buttafuori di discoteca e un vecchio marpione di nome Merlo, reduce da infinite battaglie per resistere sulla scena televisiva ed ora direttore dell’Isola, che lo induce a recarsi in mezzo al lago, o laguna tropicale, per cercare di afferrare un confuso oggetto emergente, seguendo le istruzioni di una fanciulla comparsa sulle acque, anzi su un gommoncino ricoperto di cristalli, debitamente discinta come ci si aspetta. Questa gli parla di una villa con piscina sotto l’acqua magnificandone il lusso degno della Costa Smeralda e insinua che forse dovrà andarci. Arturo si chiede come sia possibile abitare in un simile luogo subacqueo, turbato anche dall’esistenza della piscina, ma per capirci di più fa appello a certe sue reminiscenze culturali aventi ad oggetto simili inconsuete vicende, come film di fantascienza visti o fumetti da lui letti. Si augura di non dover andare per la gara là sotto e intanto su un battellino a trazione elettrica, perché la regola vigente è d’ordine rigorosamente ecologico, si avvia verso il centro del lago o laguna. Quando si sporge per cercare di afferrare l’oggetto emergente dall’acqua, che ancora non capisce cosa sia, una mano robusta emersa d’improvviso lo tira giù dalla barchetta. Arturo cade nel panico vedendosi forse costretto a finire nella villa subacquea, ma una improvvisa sonora risata di fanciulle, doverosamente disabbigliate per l’apprezzamento generale, emerse qua e là e altra di soggetti maschili, si suppone frequentatori vetusti ed abituali delle scene televisive, lo riportano alla vita, anzi alla gioiosa vittoria nella gara, avendo lui eseguito tutto il copione senza dubbi, domande od esitazioni, pur senza aver afferrato l’incerto oggetto che in definitiva era solo un’esca. La tenzone nell’Isola proseguirà con altri giochi.

 

ELENA TRABAUDI
Ci fu un tale che aggredì Dorothea con l’intenzione di violentarla: costui era il prototipo del maschio rozzo, che vive il controllo delle nascite come una menomazione alla propria virilità. Per fortuna lei gli mollò un calcio proprio nel punto giusto e se ne scappò in tempo.
Ma chissà quanti altri uomini, anche senza arrivare all’aggressione fisica vera e propria, avranno pensato – e forse pensano – che sia un loro diritto di nascita il fatto di avere rapporti sessuali con le modalità che ritengono più opportune, senza dover sottostare a una qualunque limitazione.
E sì che la Palmer ha dimostrato che a essere invincibile non è la spada, ma il fodero… almeno quando non si rompe!

 

ROSA
L’idea di Dorothea Palmer è rimasta di grandissimo valore perché il preservativo ha una affidabilità davvero sorprendente: una sicurezza circa del 98%. Praticamente per fare ancora meglio del tasso di sicurezza del preservativo, e raggiungere il 100%, ci si può affidare solo a dei sandali tedeschi con i calzini bianchi portati sotto i pantaloni corti.

 

FRANCESCA TADDEI
Col trascorrere del tempo il preservativo assume anche un’altra funzione: non solo di contraccezione, ma anche di protezione contro una serie di malattie sessualmente trasmissibili. Alla fine del Novecento il profilattico è ormai uno dei principali simboli della lotta all’AIDS. Come il fodero magico di Excalibur, un umile preservativo diventa così uno scudo contro una brutta fine!

 

PAOLA
contraccezione
avere figli
non avere figli
decidere o accettare la sorte
sono all’altezza degli strumenti che ho?
sconto la mia….. maturità?

seguita la durezza della mia fragile indole
o
persa un’occasione di vita?

percorsi possibili
…ma la durezza ancor non cede.

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