Vetrina: due campioni

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La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Sopra, Lancillotto in un’illustrazione di W. C. Wyeth).

Carla Muschio
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Finale

Siamo all’ultimo giorno di gara. Il mattino si è concluso il lavoro dei pasticcieri. Ora sono in corso gli assaggi e prima di sera la giuria si esprimerà nominando il campione mondiale del cioccolato. Seguirà una cena di gala. I concorrenti si aggirano nervosamente nei saloni osservando le opere degli altri, confrontando, sperando. Parlano poco tra loro, non solo per via della barriera linguistica ma anche perché fa parte del gioco: se si è rivali non si può essere complici.

A metà del pomeriggio però Hugo si avvicina a Hugh, si presenta e cerca di avviare una conversazione con lui. L’inglese è reticente, ma deve soccombere di fronte alla cordialità del rivale.

  • – I giochi son fatti, – dice il francese – tanto vale rilassarsi e aspettare in pace il verdetto. Io per scaramanzia dico che vincerai tu.
  • – E allora ti rispondo che vincerai tu.

Una pausa di silenzio, poi:

  • – Mi è piaciuta la tua idea del ribes nel pasticcino.
  • – E il tuo mazzo di fiori di cioccolata? Davvero brillante.

La conversazione cordiale ha fatto loro dimenticare l’ansia dell’attesa del risultato, così cade la tensione tra loro. Dopo un po’ di chiacchiere uno dei due dice all’altro:

  • – E se creassimo una linea comune di prodotti da preparare nelle nostre pasticcerie, una sorta di asse dolce Londra-Parigi? Siamo due campioni, andremmo più forte del TGV.

L’altro accetta.

Vetrina

FRANCESCA TADDEI
In realtà, studiandosi e cercando di superarsi l’un con l’altro, non si avvedono che c’è un concorrente temibile: l’italiano Ugo.
Quest’ultimo si aggiudica infine la competizione, sbaragliando la concorrenza. Tale è lo smacco che Hugo e Hugh decidono di superare l’annosa concorrenza tra Inghilterra e Francia e di collaborare in vista del futuro concorso internazionale, dove si gareggia a coppie di pasticceri.
Unendo le loro forze, avranno così più possibilità di vincere.

 

ELENA TRABAUDI
Il primo giorno di gara i due pasticceri si sfidano con le praline: il francese crea dei bonbons au chocolat di rara bontà, ma anche le creazioni dell’inglese reggono il confronto. Anche il giorno dopo la giuria assegna lo stesso punteggio, molto alto, a tutti e due: i beignets dell’uno equivalgono al cake dell’altro, decorato niente meno che con petali di rosa…Si arriva al giorno decisivo: dovranno cimentarsi nella scultura dolce. Hugo è patriottico e costruisce una Tour Eiffel in formato ridotto; Hugh, neanche a dirlo, lo è altrettanto e presenta un Big Ben molto ben fatto. I giurati passano, osservano, ammirano. Ma verrà premiato il drago cinese. Questa creazione ha una girandola sulla testa che, se sollecitata, fa cadere a cascata cioccolatini!
I due famosi pasticceri al di qua e al di là della Manica capiscono che il mondo è più grande della loro rivalità.

 

FILIPPO
Hugo e Hugh si scrutano sospettosamente a vicenda, nascondendosi l’uno all’altro o peggio ancora fingendo di mostrare trucchi che invece sono inganni per l’avversario.
Hugo a volte guarda il coltello da cucina dalla grande lama che lancia gelidi riflessi…anche fantasie omicide, sì! E non che non siano ricambiate! D’altra parte in certe situazioni di esame, così al vertice, è sempre un mors tua, vita mea. In un intimo, inconfessabile odio profondo, tanto nascosto, quanto vero finalmente si arriva al momento di presentare il proprio lavoro. Hugo illustra la sua specialità di cioccolato al peperoncino piccantissimo che chiama “Caino”. Quando i due rivali scoprono che Hugh ha chiamato le sue truffe di cioccolato “Abele”, i due scoppiano a ridere fragorosamente e diventeranno da allora grandi amici per sempre.

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