Vetrina: cosa regalare agli uomini

regali

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Carla Muschio
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Citazione

Doni da farsi agli uomini (in generale, gli uomini, innamorati, fidanzati, mariti, fratelli, padri, parenti, amici, ricevono molto meno di quello che danno. A ogni modo, notiamo!)
Doni eseguiti, gentilmente, con le proprie mani. – Stracciacarte, da sospendersi al muro; cestino di paglia ricamata, per carte; copertura da avvolgere ombrelli e bastoni, ove è ricamato: buon viaggio; pianelle; stracciacarte di seta, ricamato, con fiori simbolici; buvard, ricamato a punto antico; portaritratti a scudo, ricamato; fazzoletti ricamati; striscia di lana ricamata, per coprire la tastiera del pianoforte (se è maestro di musica); segnalibro ricamato; portaspazzole ricamato; portagiornali ricamato.
Doni di affetto. – Un portafogli di pelle; un portabiglietti, idem; un taccuino; un lapis d’argento; un bocchino di schiuma; un bastone, con pomo d’avorio ; una catenella di argento, da sospendervi le chiavi; una châtelaine di argento bruciato e platino; sei fazzoletti di batista; quattro cravatte inglesi; una cintura di cuoio, per l’estate; un cache-nez; una cartella di pelle; un suggello di argento; un portasigari di pelle, con cifra d’argento; un portasigarette, idem; un portafiammiferi di argento; un ombrello per la pioggia; quattro paia di guanti inglesi, assortiti; un calamaio di media grandezza, con coperchio di argento. Variano da cento lire a trecento.

(Matilde Serao, Saper vivere. Norme di buona creanza, 1901;
Mursia, Milano 2012, pp. 141-142)

Vetrina

Elena Trabaudi
Se zia Matilde si sente forte nella preparazione di oggetti artigianali, saprà di certo cavarsi d’impiccio da sola. Avrà in mente una decina di opzioni entro cui scegliere.
Se no c’è un’altra possibilità: ricorrere alla memoria. Magari le verrà in mente che quella volta la moglie, o la figlia, di Alfredo, avevano accennato alla sua passione per uno sport, un hobby, o a una sua mania, insomma a qualcosa di peculiare. Così potrà scegliere fra un set di palline da golf e un libro di economia; lascerei perdere la classica cravatta, che nessuno porta più se non in casi ufficiali, e che ogni uomo ama scegliersi da sé.

Francesca Taddei
Ritengo che il regalo fai-da-te sia da riservarsi a una persona con cui c’è un rapporto di vero affetto. Facendolo a una persona che si conosce solo superficialmente, si rischia che non venga affatto colto il valore aggiunto di un oggetto prodotto con le proprie mani; e nella peggiore delle ipotesi può essere interpretata come una scelta «al risparmio».
Escluderei anche tutto ciò che richiede una conoscenza dei gusti del destinatario: abbigliamento, libri, musica ecc…
Quindi, se fossi in Matilde, non investirei troppo tempo per il regalo a un nipote che è praticamente uno sconosciuto. Io andrei sul sicuro con qualche prodotto mangereccio di qualità; un pezzo di parmigiano, una bottiglia di olio o di vino, un caffè pregiato… qualcosa insomma che, se anche non piacesse a lui, qualcuno in famiglia apprezzerà e utilizzerà senz’altro.

Lodovico Re
La signora Matilde ama il Natale ed i regali, è brava a far regali con le sue mani, ma davvero non conosce questo Alfredo, nipote acquisito, e perciò cosa pensare per lui? Tanti anni da lontani parenti e mai una frequentazione sufficiente. Sarebbe questo in realtà da dover esprimere, ma come fare un regalo che dica  “io non ti conosco, io non so chi sei”.
Lo dice, ma lo dice poco e male “la solita cravatta” e la signora quest’anno vuol esser più personale ed esplicita nei suoi regali.
Pensa che ti ripensa la Signora, che  quest’anno è sfrenata,  all’improvviso decide  e passa all’azione.
Dovevate vedere la faccia di Alfredo  quando la mattina di Natale scartando il suo regalo si ritrova in mano una sorta di installazione:  un paio di guantoni da box che tengono aperto un bel libro di poesie.

Luciano M.
La situazione proposta è dolce e va risolta con leggera sensibilità. Alla zia, non più giovane vista l’età del nipote, Alfredo, che certo conosce già i problemi legati ai regali, potrebbe chiedere, non proporre!, di fare qualcosa con le sue mani ( sciarpa, berretto da sci o altro) identico per lui e per la figlia così da farli sembrare una coppia di fidanzatini. La zia si sentirebbe importante, ricevendo addirittura una richiesta e non un suggerimento , risolverebbe il suo problema e si divertirebbe sentendosi complice del gioco.

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