Vetrina: chewing gum

WOMAN PULLING GUM WITH MOUTH

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Carla Muschio
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Citazione

Da quando la sigaretta è diventata un killer, la gomma americana non è più l’emblema della maleducazione ma un salutare e innocente modo di distrarsi da un vizio pericoloso. Per la strada si incontrano signore dai capelli argentei che masticano chewing gum. Manager, multi-miliardari, le tengono sulla loro scrivania. Masticarle negli uffici è un segno di civiltà perché significa non affumicare gli altri. Offrire un chewing gum è considerato adesso un segno di appartenenza salutista, non un simbolo di maleducazione. I maleducati le sputano per terra. Gli educati le appallottolano nell’apposita carta e le buttano nel cestino. Viviamo tempi consumistici e nessuno le rimastica come nel dopoguerra.

(da Lina Sotis, Il colore del tempo, Rizzoli, Milano 2001, pp. 158-159).

Vetrina

Elena Trabaudi
Questa volta non ho dubbi: Marina aveva il diritto – dovere di masticare la gomma, magari senza fare rumore o dar troppo nell’occhio. Si sarebbe sentita più a suo agio e anche gli altri ne avrebbero tratto giovamento.
Invece la fanciulla Ginevra, per quanto bravissima ai test d’ingresso, non aveva alcun motivo per fare la bolla rosa durante il consiglio di classe.
Notazione personale: quando insegnavo educazione fisica nel Mugello, spesso contravvenivo alle circolari del Preside e masticavo chewing gum. Lo facevo perché non potevo fumare né piantare tutto lì e andarmene a casa; e così masticavo, masticavo aspettando la liberatoria campanella!

 

Lodovico Re
Com’è bello dimenticarsi di tutto…. così la nostra coscienziosa insegnante di lettere «si dimenticò» che l’anno prima la prof di inglese, tra un past continuous ed un future tense che quella mattina non le veniva, appioppò una nota a chi masticava il chewing-gum in classe. Ed alla prof di italiano, oramai dimentica di tutto, uscì anche una grande bolla rosa che quando scoppiò fece così tanto rumore cha a tutti sembrò di essere spostati in un nuovo mondo. Da allora la sua vita non fu più la stessa: la bolla in cui viveva era scoppiata e c’era fuori quel nuovo mondo da scoprire.

 

Nicola L.
Ah, le cicles! Che durano sempre e fanno lavorare i succhi gastrici e non saziano mai! Che da piccoli ci facevano fare le gare a chi faceva le bolle più grosse! Che a volte avevano un nome che corrispondeva alla esatta pronuncia di grossa bolla in inglese! Che di una persona dicono esattamente com’è: se abitualmente è maleducata a tavola, sarà maleducata anche mentre mangia le cicles! Però, per tutti noi che abbiamo smesso di fumare: che buone le cicles!

 

Francesca Taddei
Marina non ha niente da temere dalla collega Teresa: non potrà certo mettere una nota anche a lei!!
Quindi ruminerà tranquilla il suo chewing-gum, rinfrescandosi l’alito e conquistandosi pure la simpatia di Ginevra (la quale, essendo una che studia e va bene a scuola, a sua volta ha poco da temere dalla temibile prof anti-cicca).
Al termine del consiglio di classe Marina, visto che dispone di un intero pacchetto, potrà offrire le gomme anche agli altri colleghi e magari anche ai rappresentanti dei genitori. Due chiacchiere in tranquillità tutti insieme, in un clima cordiale: operazione simpatia, che li conquisterà all’istante.

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