Vetrina: cellulare in riunione

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La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Carla Muschio
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Citazioni

Il signore e la signora con cellulare, se decidono di tenerlo acceso in vostra presenza, hanno una sola possibilità: parlare a voce bassa, chiedere scusa e con lo stesso cellulare farvi un favore immediato a cui tenevate da tanto tempo. Ricordatevi anche che il cellulare è cosa intima: risponde sempre il padrone o, nella peggiore delle ipotesi, la sua segretaria.

(da Lina Sotis, Il colore del tempo, Rizzoli, Milano 2001, pp. 119-120).

Vetrina

Francesca Taddei
Non ci sono molte alternative, visto che uno dei cellulari è spento e un altro è in modalità silenziosa, quindi senza suoneria.
L’ipotesi numero 1 è che si tratti di quello di Sandro. E allora ci chiediamo: è scemo?? Si è «esposto» dicendo che terrà il cellulare acceso per ricevere la chiamata dell’idraulico (facendo indirettamente capire che l’idraulico è più importante della riunione sull’apertura dell’anno accademico), e poi non risponde? Forse si pente di avere osato tanto, e ora si vergogna di interrompere la dotta discussione per parlare di rubinetti che perdono. Sicuramente, se il cellulare che suona è il suo, si sta comportando molto male.
L’ipotesi numero 2 è che si tratti di quello del professore. A un superiore di grado, a un docente universitario, in genere viene concesso che si dimostri tanto indaffarato & impegnato & richiesto da non poter spegnere o zittire il cellulare. Ma è buona norma rispondere immediatamente alla chiamata, senza rintronare i presenti con la suoneria, tagliare corto e poi scusarsi per l’interruzione.
Quindi, di chiunque sia quel cellulare, il proprietario è un gran maleducato.
Personalmente io opto per il metodo di Domenico; quando hai figli minori in giro, devi poter essere reperibile, qualunque cosa tu stia facendo. In caso di una riunione importante, toglierei la suoneria lasciando il telefono acceso; quindi risponderei solo ai numeri da cui potrebbero arrivare delle emergenze (tipo quelli delle scuole dei miei figli); a tutti gli altri, ritelefonerei a riunione conclusa.

Elena Trabaudi
In una riunione di lavoro, come a una conferenza, un concerto, o in una qualunque forma di ritrovo ufficiale, bisogna spegnere il cellulare o eliminare la suoneria. Non ci possono essere deroghe.
Diverso è il discorso se ci si incontra tra amici o conoscenti per una cena, un picnic, un ritrovo informale. I puristi ne fanno a meno anche in questi casi; io confesso che lo tengo acceso.
Quando in treno la gente non smette un attimo di conversare al telefono con tono alto di voce, viene sempre in mente come si stava bene prima, quando il cellulare non esisteva. Ma poi subito ci si ricorda di tutti quei bottoni che ti attaccavano, rendendo il viaggio da Firenze a Milano una penitenza; e subito ci si riconcilia con l’amato/odiato telefono tascabile, che almeno tiene gli altri occupati e incuranti di te.

Rosa
Tutti considerano Gigliola una studiosa particolarmente seria e lo è veramente. Solo che Gigliola è anche altrettanto seriamente e segretamente innamorata di Sandro: questi invece non sa bene decidersi ed allora ecco lo scherzo di Gigliola. Quando tutti credono che lei abbia spento  il cellulare, non è vero: non l’ha fatto e trova il modo di spedire un messaggio preparato in anticipo e di far scattare una chiamata a Sandro. L’effetto è quello di una scossa elettrica per Sandro.

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