Vetrina: campi di orzo

orzo

La vetrina di questa rubrica presenta la mia lettura dell’allegoria pubblicata la settimana precedente, seguita da una scelta di quelle inviate dai lettori. E questa e’ l’ultima vetrina della scuola di allegorie.
E’ stato bello percorrere insieme tante strade per arrivare a capire meglio il mondo e ringrazio tutti i partecipanti. E se questa e’ l’ultima vetrina di allegorie, non ci diciamo addio: anno nuovo, scuola nuova. Da lunedi’ 13 gennaio 2014 seguite la mia scuola di buone maniere su www.daparte.it. Una scuola di liberta’, naturalmente. Vi aspetto.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Carla Muschio
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Lettura

Pare incredibile che un panino, un boccale di birra e un bicchierino di whisky siano fatti con lo stesso ingrediente, solo con procedure diverse. Come l’orzo, così anche noi, secondo la «lavorazione», possiamo nutrire con la semplicità del pane, inebriare come un whisky o rallegrare come un boccale di birra. Allora, visto che le stesse qualità possono portare a risultati così diversi, esse vanno sfruttate ogni volta in modo adeguato allo scopo che vogliamo raggiungere.

Vetrina

Francesca Taddei
La quarta acquirente era una madre di famiglia che non aveva tutto questo tempo da perdere col mulino e coi distillatori. Fece il soffritto con burro e cipolla, ci buttò un po’ di rosmarino spezzettato, fece tostare l’orzo e poi prese a bagnarlo col brodo. Quando la cottura era abbastanza avanti, aggiunse delle castagne precedentemente cotte e sbucciate. Quindi continuò a bagnare con il brodo, finché fu pronto un ottimo orzotto con le castagne, che imbandì per cena.
Ovvero, quante cose si possono fare con uno stesso ingrediente. E non è detto che seguendo la procedura più elaborata e più dispendiosa si ottengano i risultati migliori.

 

Elena Trabaudi
Un bravo maestro elementare dà agli allievi quello che si può chiamare pomposamente il sapere di base, poi ognuno svilupperà in modo diverso ciò che ha recepito. Per molti si tratterà di sviluppare le proprie capacità servendosi degli strumenti appresi nei primi anni di scuola.
C’è chi farà il liceo scientifico per poi iscriversi a matematica pura, e magari ricorderà quei problemi su una vasca che perde; una ragazza svilupperà il suo talento nel ricamo, talento scoperto nel realizzare quel difficile sacchetto porta-lavanda a punto croce quando aveva sette anni.
Lo scrittore si sentirà debitore verso chi insisteva nel dire che «egli dà è con l’accento, io do, senza: non si scappa».

 

Filippo
L’orzo è conosciuto come ingrediente per produrre whiskey. Finora le bucce dei chicchi di orzo,  scarto della distillazione del whiskey e deprivate oramai dei loro zuccheri, venivano  buttate via. Un ricercatore scozzese ha recentemente scoperto che questi scarti  dimostrano una straordinaria capacità chimica di legare e trattenere molti inquinanti dell’acqua: benzene, pesticidi e metalli pesanti. Questa tecnica verrà ora usata in via sperimentale in Bangladesh per potabilizzare le acque, avvelenate dall’arsenico.

 

Lodovico Re
Arrivò la guerra negli altopiani del centro dell’India e gli invasori Moghul bruciarono tutti  i campi d’orzo, mettendo in ginocchio l’economia locale. Le spighe bruciate non servivano più a nulla, neppure per cercare materiali per la cerbottana o per fare il solletico a qualcuno che dormiva nei campi. Neppure il profumo dei campi era rimasto, ma solo quell’odore di combustione che, anche quando ti sembrava di essertelo dimenticato, a tradimento tornava a farsi sentire. La pioggia monsonica tanto attesa un tempo, ora si era trasformata in una pioggia di fuoco. I giovani emigrarono anzitutto per il disgusto prima ancora che per le scarse prospettive.

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