Vetrina: borse in metropolitana

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Nel video, un duetto spontaneo nato nella metro di Novaiorche tra Jessica Latshaw, voce e chitarra, e il percussionista Quoom1).

Carla Muschio
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Lettura

Ma decisi di allontanarmi, considerando che fosse la scelta migliore per tutti noi.

(Richard Herring, Manners Down the Tube
(Buone maniere in metropolitana),
in «Metro», Londra, 4/1/2013)

Vetrina

Elena Trabaudi
Io in questi casi seguo l’istinto: il mio istinto di conservazione, che mi impone di non discutere con chi sia sotto la soglia minima di educazione. Quindi, se trovo intralcio al passaggio, passo con il primo mezzo che mi viene in mente; aggiro l’ostacolo, se è possibile, oppure sposto decisamente l’ostacolo stesso. E ad eventuali rimostranze non rispondo.
In questo modo tutelo i miei nervi, che già – poverini – sono sotto stress abitualmente. E poi ho notato che in questo modo i cafoni si smontano: quello che cercano è la polemica, per poter fare quadrato tra loro. Non trovando una sponda, di solito lasciano perdere.

 

Francesca Taddei
Ecco, appunto, non mi metterei mai a discutere con gente così, ma salterei immediatamente alla soluzione adombrata nell’ultima riga.
Sono una personcina educata, e starei quindi molto ben attenta a non urtare oggetti altrui, o persone in carne ed ossa. Ma se queste occupano lo spazio di tutti con le loro carabattole, o se si piazzano volutamente nel mezzo occupando porte, stretti passaggi ecc…, o se in poche parole «fanno il proprio comodo» dimenticandosi degli altri, io mi adeguo! Oltrepasso senza tanto garbo i bagagli, mi faccio largo con un bel “permesso!” ad alta voce accompagnato da uno spostamento dell’ostacolo a suon di gomito… insomma, state tranquilli che in qualche modo supero l’ostacolo.

 

Luciano Madrisotti
Madre e figli sono senza dubbio orribilmente maleducati ed il loro comportamento induce al furore. Ma chi sono? Forse migranti italici diretti o tornati da chissà dove, il loro bagaglio non appare da Orient Express. Forse baraccati cacciati dal ricovero. O vanno da un parente, magari il rispettivo marito e padre, ammalato o defunto e sono per questo addolorati a modo loro ed incattiviti. Insomma, non sappiamo altro se non che sono maleducati ed aggressivi, per il momento solo verbalmente. Ma anche il narratore non è indenne da colpe. E’ incappato nell’ombrello della famigliola ma questo non è poi così grave e non lo giustifica, oggi soprattutto che la circolazione stradale ci offre e ci vaccina da tutte le possibili prevaricazioni! E poi si è allargato troppo nella sua indignazione forse perché ha visto davanti a sé una donna e due ragazzini? E se c’era un energumeno di genere maschile? E poi non si deve mai mettere mano a cose altrui, si diventa facendolo altrettanto maleducati!  Poteva lanciare una risentita protesta ed andarsene velocemente senza voler fare il paladino di cause ahimè oggi sempre perse.

 

Lodovico Re
Avevo appena finito di considerare seriamente l’idea di calpestare tutte le loro borse che, dalla folla del metrò, uscì Margaret, la mia amatissima collega d’ufficio. Margaret pesa tantissimo, nessuno lo sa esattamente, la mia fantasia è che pesi addirittura sui 500 chili, ma  comunque secondo me un po’ troppo per andare in giro in metrò. Margaret, che è un’entusiasta solare, mi saluta e… inciampa nelle valigie, rovinando sulla famigliola. Il cane ne risultò ucciso e restarono un po’ di fratture  e incrinature in giro, in particolare una alla testa della ragazza. Del caso si occupò anche il telegiornale della sera.

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