Vetrina: assemblea di condominio

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Nel video, i Liquido in
Narcotic, ambientato nel cortile di un condominio. E chissà perché).

Carla Muschio
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Lettura

(C’è) una situazione in cui una persona che quotidianamente si dimostra saggia, pacata e prudente, sembra perdere il ben dell’intelletto. Ciò si verifica nelle riunioni condominiali, le quali, a volte, somigliano quasi ad una rissa da bettola.
Dopo i saluti cordiali e i sorrisi iniziali (
captatio benevolentiae per ciò che verrà appresso) i condomini si scatenano, nel prosieguo della riunione, con dispetti assurdi, gelosie incomprensibili e dispute sulla tutela del diritto.

(Luigi Condemi di Fragastò, L’etica dell’etichetta,
Laruffa Editore, Reggio Calabria 2012, pp. 119-120)

Vetrina

ELENA TRABAUDI
Dalle mie parti la situazione si svilupperebbe nel modo seguente: una fazione comincerebbe a parlare di decoro, di come sia bella la facciata, anzi di come sarebbe bella se la gente non mettesse in vista sui balconi cose che non ci dovrebbero stare ecc. ecc., negando di fatto il permesso per l’installazione.
L’altra fazione, quella più tranquilla, lascerebbe semplicemente cadere la richiesta nel silenzio.
E l’inquilina anziana, che evidentemente non è di qui ma «l’è di fòri, via», capirebbe che non è il caso di presentarsi in assemblea con una richiesta personale, se prima non si è creato un fronte favorevole a tale proposta!

 

FRANCESCA TADDEI
Ovviamente l’assemblea risponderà che non se ne parla nemmeno. Certo, ci sarà qualcuno che sosterrà l’anziana, non tanto perché ci tenga ad avere l’orrenda presa d’aria sulla facciata, ma pur di dare addosso all’altra fazione.
Mi stupisce però che una cosa del genere venga messa tra i punti da discutere. Di solito la gente installa quello che vuole senza chiedere alcun permesso, e la discussione avviene solo a posteriori, quando il condizionatore è già installato e qualcuno se ne accorge e solleva il problema.

 

LORENZO
La nostra condomina è anziana ma ben agguerrita. Un condomino lamenta il timore che il motore esterno del condizionatore della signora possa staccarsi e nella caduta ammazzare qualcuno, ma la signora risponde dicendo che la cosa peggiore per lei non è tanto che il condizionatore uccida qualcuno, ma che lei rimane senza condizionatore per l’estate.
Al condomino che lamenta il rumore del condizionatore la signora risponde che tanto lei è sorda e se per questo non ha nemmeno sentito bene quanto il condizionatore le costerà.
Ed infine all’amministratore che obietta un deturpamento della facciata la signora risponde che ora finalmente capisce… sembra tanto che lui il condizionatore lo porti permanentemente montato in volto.
Pare che adesso la figlia della signora, una brillante avvocatessa che si è trasferita all’estero per lavorare all’ONU, avanzerà una petizione perché l’aria condizionata sia dichiarata un diritto umano fondamentale.

 

MARIAGRAZIA
È preferibile un condizionatore, seppure esterno, ma installato con giudizio nel punto meno visibile di un balcone, oppure la vista di quegli abominevoli disegni o scritte dei cosiddetti writers che imbrattano le case infischiandosi delle facciate e delle spese riparatrici dei condomini?
Quale l’ardua sentenza?!

 

LUCIANO MADRISOTTI
I palazzi condominiali sono luoghi dell’orrore dove si scatena il peggio della gente peggiore. Forse rappresentano quanto il progredire della razza umana dalle caverne ad oggi non ha ancora eliminato e deve sfogarsi come una pustola purulenta. Che cosa suggerire? Forse la soluzione meno grave è lasciare i condomini azzannarsi a vicenda. Magari, per risolvere il problema della vecchia signora, la buttino nella tromba delle scale e per un poco si plachino.

 

PAOLA
Temo resteranno divisi nelle due fazioni.
Difficilmente si lascia una posizione in fase di lotta.
Speriamo vinca il buon senso.

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