Vetrina: ascoltare con pazienza

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Nel video, gli Inxs con
Listen like thieves, Ascoltando come ladri).

Carla Muschio
Scrivimi e visita il mio sito

Lettura

Bisogna coltivare con cura l’abitudine di ascoltare con interesse e attenzione. Anche se chi parla è noioso e prolisso, la persona beneducata si mostrerà interessata e ogni tanto farà un’osservazione che mostri che ha ascoltato e capito tutto ciò che è stato detto. Certe persone superficiali lo considerano ipocrita, ma se anche lo è, si tratta di una lodevole ipocrisia, basata sulla regola delle buone maniere che ci impone di mostrare agli altri la stessa cortesia che speriamo di ricevere noi stessi. Dobbiamo tenere a freno i nostri impulsi, nascondere la nostra disapprovazione e anche modificare i nostri gusti se questi possono causare dolore o offesa ad altri. La persona che si allontana manifestando disgusto quando un altro gli parla compie un atto non solo maleducato, ma addirittura crudele.

(tradotto da John H. Young, Our Deportment or the Manners, Conduct,
and Dress of the Most Refined Society
, Harrisburg e Chicago 1881, p. 88)

Vetrina

Paola
«Ma nonna, questo è essere ipocriti», ribatte Stefania orgogliosa di poter offendere con un argomento «alto».
«Ascoltami… ma con il cuore… questa è mediazione, saper dare e saper ricevere… pensaci».
«Beh, visto che parliamo di cuore… mediazione… cosa faresti tu con questo mio… beh diciamo amico… sai mi vuol vedere ma io…»
Del piccolo non si hanno notizie, ma lo si è visto allontanarsi in direzione frigorifero con il luccichio negli occhi…

 

Elena Trabaudi
È vero: la regola generale della buona educazione dice di ascoltare con pazienza qualunque discorso, anche se già sentito altre trenta volte. Ma questo si applica tutt’al più “in società”, quando i rapporti sono formali e improntati al galateo; niente a che vedere con lo spirito che intercorre nelle relazioni familiari, a maggior ragione poi tra una nipote quattordicenne e la propria nonna!
La quale nonna oltretutto le ripete il vecchio adagio “così non troverai mai un fidanzato”, e con questa affermazione denota di non essersi accorta che nel frattempo, tra la sua giovinezza e il mondo attuale, è passato il femminismo, che ha cancellato d’un colpo il destino obbligato della donna in quanto sposa e madre. Quindi la nipote continui pure a essere se stessa e, quando sarà più grande, stia attenta a scegliersi un fidanzato che la meriti!

 

Luciano Madrisotti
Tutti abbiamo avuto nonne prozie e poi mamme dedite alla affabulazione ripetitiva peraltro ineliminabile come la deriva dei continenti! Forse si possono solo auspicare piccoli interventi sintomatici da parte di padri o madri dei fanciulli, ad esempio suggerendo scherzosamente alle anziane congiunte di variare talvolta i contenuti della narrazione ed ai figlioletti di essere più tolleranti. Ma è impresa disperata e certo la giovanetta in piena rivolta adolescenziale non muterà atteggiamento verso la nonna. Egidio invece pare più mansueto, forse perché di natura differente. Nel caso in esame ci sono però elementi che avrebbero offerto una svolta migliore alla vicenda. Ad esempio la nonna, se non fosse così stizzosa e formalista, poteva afferrare l’apertura al dialogo di Stefania, che nega essere vere le cose narrate, per condurla a parlare dei luoghi e del mondo lontano in cui si era trovata, magari narrando di feste e principesse. Invece replica che per educazione si deve ascoltare quanto ci viene narrato. E quindi non c’è speranza!

 

Francesca Taddei
Temo che in questo modo la nonna si sia giocata definitivamente qualunque speranza di ricevere ulteriori visite della nipote!
Con gli adolescenti basta niente per risultare pallosi; figurarsi cosa può succedere se ci si mette a dare lezioni di bon ton in società, o indicazioni non richieste (e pure un po’ datate) sul modo migliore di trovare un fidanzato!
Mi sa che le conviene cambiare strategia, prima che anche il fratellino raggiunga l’età per contestare i suoi modi così rétro.

 

Lodovico Re
La nonna riattacca ancora una volta con il racconto di Montecarlo e il Casinò….Stefania la interrompe sul nascere e a sorpresa le dice che stavolta la storia gliela vuol ripetere lei stessa. Ed in men che non si dica, tutta d’un fiato, snocciola la storia di quella volta che la nonna da ragazza e la sua amica si erano messe in viaggio verso Montecarlo, in roulotte, ma si erano fermate prima in un posto che chiamavano “casìno” e che lì era successo di tutto e di più: un grande spasso tanto che ancora oggi lo riraccontano sempre.

 

Mariagrazia
Fin da piccoli si deve imparare la cortesia perché richiede tempo. A tutti noi è senz’altro capitato di trovarci in compagnia di amici in un salotto od intorno ad un tavolo durante una cena e sentire annunciare da un amico: «Vi racconto una barzelletta». Tutti in silenzio in attesa e quando la storiella inizia ci rendiamo conto di conoscerla già. Con un sorriso ci proponiamo comunque di ascoltarla, quando si alza una voce: «Io la conosco già». …il gelo! Perché togliere la soddisfazione all’ amico di rallegrare ulteriormente la serata? Perché al poverino nessuno ha insegnato quante sfaccettature abbia la cortesia.

Taggato . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *