Vetrina: arenaria

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La vetrina di questa rubrica presenta la mia lettura dell’allegoria pubblicata la settimana precedente, seguita da una scelta di quelle inviate dai lettori. Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Immagine: James A. Allen,
Gente che cade, rocce che cadono).

Carla Muschio
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Lettura

Sembra un miracolo che una sabbia fine, facile da far scivolare con leggerezza tra le dita, possa compattarsi nei secoli fino a diventare la macina di un frantoio. Così può accadere anche ai giorni della nostra vita: ciascun attimo è effimero e leggero, ma, riuniti, gli attimi dell’esistenza di una persona possono costituire la biografia di un grande uomo, la cui fama magari dura nei secoli, oppure dopo cent’anni tornare a sfarinarsi in sabbia sottile.
Ed ecco un’altra lettura della stessa allegoria: con un buon cemento a tenerla insieme, anche la sabbia più fine può diventare dura come roccia. Similmente, pur con tutte le fragilità che ciascuno di noi ha, rimane possibile raccogliere le forze e costruire qualcosa di grande.

Vetrina

Elena Trabaudi, Solidità o fragilità
Ho notato che tra fratelli ci sono a volte grandi differenze nel modo di affrontare la vita.
Quindi, mi sono detta, al di là dell’ambiente identico e anche della matrice comune costituita dai cromosomi, ci possono essere infinite altre variabili che spingono l’individuo a interagire con gli altri in modo diverso.
Un genitore spera sempre che i figli siano forti, solidi, resistenti alle intemperie; e questo vale anche in senso figurato. Ma anche nutrendo tutti allo stesso modo, ci sarà quello più deboluccio; e d’altra parte, pur dando a tutti un ambiente familiare sereno ed equilibrato, qualcuno sarà più indifeso di fronte alle aggressioni della vita.

 

Francesca Taddei
Le squadre di ragazzini (o ragazzine) possono avere vari tipi di allenatori. Quelli che più aggregano il gruppo sono quelli severi, esigenti, ma giusti. Quelli cioè che non fanno favoritismi, che sono duri allo stesso modo con tutti. In questo modo infatti finisce che i giovani atleti non hanno motivo di farsi la guerra l’uno con l’altro, ma anzi tendono a solidarizzare, a fare blocco nei confronti dell’adulto.  In assenza di rivalità, invidie ecc… ogni squadra gioca meglio e forma davvero un blocco unito, compatto che ragiona in termini di gruppo e non di individualità.
Tutto ciò però può mutare repentinamente. Basta che un giocatore si monti la testa e si senta superiore agli altri o che subentri un allenatore meno attento alla psicologia del gruppo perché il blocco compatto si sgretoli e anche la squadra più vincente diventi un’accozzaglia di singoli demotivati.

 

Filippo
Le rocce sedimentarie sono il risultato di arcaiche sedimentazioni. Esse provengono  dalla frantumazione di rocce precedenti i cui detriti  ad un certo punto si riamalgamano dando luogo a una nuova roccia che è una ibridizzazione  delle rocce originarie. Proprio come accade anche ai popoli umani. L’esito di questa operazione è sempre un po’ imprevedibile e può costituire un punto di forza e produrre risultati più forti  o di rara bellezza come l’arenaria che abbellisce tutta Alghero. A volte il meticciamento però  non produce rinforzi di nessun genere, ma solo un risultato di fragilità e di sola apparente unità e forza. Ma non sempre questo è così immediatamente evidente. Gli elementi si avvicinano, ma non sono davvero insieme. Di nuovo, proprio come accade talvolta di vedere anche tra gli umani.

 

Pietro V.
Se sei buono, ti tirano le pietre. Se sei cattivo, ti tirano le pietre. Io sono Pietro e su questa pietra si è edificata la mia casa. In pura arenaria.

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