Vetrina: annunci di lavoro

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La vetrina di questa rubrica presenta la mia lettura dell’allegoria pubblicata la settimana precedente, seguita da una scelta di quelle inviate dai lettori. Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Lettura

Pensiamo a un amore che inizia. Ciascuno dei due partner ha delle aspettative, dette o non dette (l’«annuncio di lavoro») e cerca un «candidato» adeguato. A volte qualcuno risponde a tutte le condizioni richieste, eppure non soddisfa l’altro per aspetti che non erano stati presi in considerazione. Così può capitare che si inizi una storia d’amore con qualcuno dal «profilo» sbagliato o imprevisto, sull’onda di un’intuizione di felicità, a dispetto dei dati di fatto.
Quando un rapporto d’amore entra in crisi, o viene sciolto, o viene rinegoziato. Nel secondo caso, ciascuno dovrebbe porre le sue condizioni («salario, orario di lavoro, impegni, competenze…») e decidere quanto andare incontro all’altro affinché il contratto si possa stipulare: o si abbassano le aspettative, o si aumentano le prestazioni.
Ecco il mio schema delle possibili scelte.
a) Non cambiare né persona né contratto e crogiolarsi nell’infelicità.
b) Stesso contratto, altra persona. Senza bisogno di cambiare interiormente, cambiare partner.
c) Stessa persona, altro contratto. Restare uniti alla stessa persona rinegoziando il rapporto, cambiando ambedue (o almeno uno dei due) interiormente, per seguire una promessa di felicità che si percepisce.
d) Cambiare sia persona che contratto, cogliendo l’occasione di una crisi per imboccare strade nuove.

Vetrina

Elena Trabaudi
Maria Teresa è una donna del passato. Nata nell’anno della Prima Guerra Mondiale in una famiglia agiata, si ritrovò, per le circostanze della vita e per la crisi del ’29, costretta a lasciare gli studi a sedici anni, dopo la quinta ginnasiale.
A venti pensò di guardarsi intorno per trovare un buon partito da sposare. Era orientata su un laureato, serio e affidabile. Già prima di allora aveva scartato due pretendenti: uno, che poi diventerà notaio, perché troppo vecchio e noioso; l’altro, perché impelagato con una ragazza che aveva disonorato quando era studente. Quest’ultimo stentava a laurearsi, tirava troppo in lungo, però aveva un atout non indifferente: possedeva un’automobile!
A vent’anni Maria Teresa entrò in un circolo piuttosto chiuso, dove colpì subito alcuni signori. Uno era farmacista, bello, biondo e di gentile aspetto. Troppo bello per essere serio, sentenziò lei. Un altro la corteggiava troppo alla lontana, con indovinelli e sciarade. La sua scelta cadde su Marco, che bello non era davvero, però serio, sportivo, divertente, oltre che laureato in legge.
Sarà stata la scelta giusta? Chissà, forse no. Ma forse nessuna sarebbe stata giusta, perché erano sbagliati i presupposti.

Francesca Taddei
Se dovessi concludere il racconto direi che l’azienda alla fine sceglie il quinto candidato, che non ha l’età richiesta, non sa neanche una lingua straniera (e magari neanche l’italiano), non guida, però è parente di uno dei titolari dell’agenzia.
Dovendo invece interpretare il testo, mi viene da pensare che spesso nella vita, se si comincia a soppesare troppo i pro e contro delle persone, o delle situazioni, o delle scelte da fare, si finisce col complicarsi moltissimo le idee. Perché difficilmente si troverà qualcosa (o qualcuno) che abbia solo aspetti positivi, senza neanche un lato negativo. E quand’anche la si trovasse, questa perla di perfezione, magari convincerebbe la nostra mente, ma non il nostro cuore. Mi ricordo per esempio di un’amica, vent’anni fa, che continuava a chiedersi (e anche a chiedermi) se dovesse lasciare o meno il suo ragazzo, e che accompagnava la domanda con l’elenco delle qualità dell’interessato. Neanche un lato negativo riusciva a trovare. Eppure non ne era innamorata (e infatti alla fine si lasciarono).

Rosa
Cosa sarà che ci spinge ad amare una torre pisana rinascimentale poggiata su un lato, una casa di Barcellona dalla facciata come squagliata, un volto cuboide di un quadro spagnolo, un uomo bruttino o una donna con gli occhiali? Cosa sarà?

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