Vetrina: Alessandro di Grecia e Soredamor

Edmund_Blair_Leighton_-_My_fair_Lady

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. L’immagine è di Edmund Leighton e si intitola
My fair Lady).

Carla Muschio
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Finale

Filippo e Vittoria si mettono curiosi in ascolto.
«Sapete cosa credo di indovinare? Che voi vi amate. È forse vero?».
Seguono rossori, silenzio, ma infine Filippo e Vittoria si aprono in un sorriso confortato.
Quella sera Filippo accompagna Vittoria a casa, e ci mettono ore prima di raggiungerla.

Vetrina

ELENA TRABAUDI
Una volta soli, e dopo aver chiuso la porta dello studio, Dorina si rivolge a Filippo e Vittoria con un simpatico sorriso: Quanti anni avete? Trenta, risponde lei. E lui di rimando: Trentadue e mezzo…
Vi piace viaggiare? S-sì, all’unisono. E avete impegni familiari, mogli, mariti, fidanzati vari? Oh no, fa Vittoria arrossendo. Neanche per idea, aggiunge Filippo.
E allora ho un lavoretto per voi. Dovreste andare in Val Senales per conto del club, a fare ricerche su un rifugio d’alta quota. Al ritorno dovrete preparare un dossier aggiornato sull’ospitalità avuta.
Naturalmente la camera è già stata prenotata: doppia, ovvio, nel rifugio non hanno camere singole. E ora scusatemi, ho da fare. Ah, dimenticavo: partenza immediata, naturalmente. A presto!

 

PAOLA
«Vorrei organizzare per la festa del club un gioco a sorpresa…», esordì Dorina,
«…nessuno deve saperlo, a parte voi perché ho bisogno di aiuto nel progettarlo e sono sicura della vostra discrezione. Questo comporterà del lavoro da svolgere in segreto e in un posto appartato poiché nessuno deve intuire nulla. Mi dispiace solo che voi siate esclusi dalla sorpresa ma da sola non potrei riuscire. Pensate di potermi aiutare?».
E già lo sguardo luminoso ed eccitato di Filippo e Vittoria era una risposta, un inizio.
Quando li lasciò Dorina aveva gli occhi lucidi e gioiva ricordando quella sua stessa emozione.
Così volò dal suo amore.

 

LODOVICO RE
«Volevo dirvi, cari ragazzi, che è un bel po’ che vi osservo giocare e trovo sia giunto il momento di migliorare il vostro livello di gioco.
Quando giocate a bocce troppe volte la vostra palla va oltre il bersaglio o gli passa proprio lontano per finire in quel punto morto che è il fondale di legno alla fine del campo di gioco. Lì la pallina fa un bel tonfo secco e non si muove più. Così, capirete bene, non si va da nessuna parte: è un rotolare inutile, quel gioco che fate! Le bocce son come le mani degli amanti, si devono avvicinare con cauta precisione l’una all’altra, sapersi sfiorare, toccare, star vicine al pallino: è così che si fan punti e ci si diverte davvero. Talvolta le bocce si toccano e sembran baciarsi….dalle bocce vicine, ammettiamolo, nascono i fior!».
Filippo e Vittoria trovarono le parole della presidentessa del tutto inadeguate, incomprensibili e quasi inquietantemente matte. Ma questo gli dette quella spinta di unione in più che serviva per cominciare una storia insieme…..anni dopo lui ripensò a quelle parole quando la loro figlia sembrava timida proprio come lo erano stati loro da giovani. Anche adesso non capiva il perché di quelle parole della presidentessa, ma prese a parlare più apertamente con sua figlia.

 

FRANCESCA TADDEI
«Forse non vi siete resi conto che siete diventati lo zimbello del club», li apostrofa Dorina; «qui ormai tutti ridono delle occhiate fugaci che vi scambiate a ogni santa riunione».
I due avvampano di vergogna, ma la donna continua: «sarebbe ovviamente un problema vostro, e la cosa non mi dovrebbe riguardare…. Il fatto è che così tutti si distraggono e stanno attenti solo a quello che fate o non fate voi due. Insomma, per colpa vostra le riunioni sono diventate una gran perdita di tempo, dove non si riesce più a discutere seriamente di niente. Quindi datevi una regolata: o risolvete le vostre schermaglie amorose in un altro modo o siete espulsi dal club».
Fu un’esperienza un po’ scioccante per Filippo e Vittoria, ma sicuramente risolutiva: il giorno dopo fecero la loro prima uscita da soli, come coppia. E i membri del club dovettero trovare un nuovo passatempo.

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