Vetrina: Aldo e Federica

aldoefederica

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Carla Muschio
Scrivimi e visita il mio sito

Citazioni

Una dama non deve fare come certe che, quando qualcuno parla loro d’amore anche per allusione, non soltanto non fingono discretamente di non aver capito, ma alla prima parola si affrettano a prendere per oro colato qualunque adulazione, oppure le respingono in una maniera così coquette che, più che un rifiuto, è un esplicito invito a approfondire l’argomento. Quindi, la regola a cui dovrà attenersi la mia dama di corte nei discorsi d’amore è questa: non illuderti mai che chi ti parla d’amore ti ami davvero. Se le capiterà un uomo presuntuoso – e ne capitano sempre – che le parlerà con poco rispetto, lei gli darà una risposta tale da ficcargli per bene nella testa che la sta molestando. Ma anche se si trattasse di un gentiluomo pieno di tatto, che userà parole riguardose e discrete allusioni al proprio amore, con quella gentilezza di modi che senz’altro userebbe il cortigiano progettato dai miei correlatori, la dama farà finta di non aver capito e gli rigirerà il senso delle frasi, dirottando la conversazione verso un altro argomento con quella prontezza di spirito e quella prudente verecondia che, come si è già detto, sono nel suo stile. Se però il tenore del discorso non le permetterà di fare elegantemente la gnorri, lo volterà in burletta con garbo, dicendo che non è il caso che le si dica una bugia così lusinghiera, e che lei non merita tanto, e che il signore è veramente troppo gentile a farle per pura cortesia un complimento tale. In questo modo si farà la reputazione di donna avveduta, e sarà meno esposta agli amori dolosi.

(Baldassar Castiglione, Il cortigiano, tradotto da Carmen Covito e Aldo Busi, Rizzoli, Milano 1993, p. 350-351)

Vetrina

Francesca Taddei
Immagino che un pugno in faccia non sia carino, ma è la prima reazione che mi viene in mente.
Come diavolo si permette Aldo di rivolgersi così alla compagna di cinema??
Non so cosa prescriva il galateo in questi casi. Personalmente una frase del genere la ritengo offensiva come un palpeggiamento non autorizzato, quindi non so se ha senso una reazione educata.
Se Federica è una donna supercontrollata, forse riuscirà a rimettere a posto il suo interlocutore con una bella dose di freddezza, quindi attenderà che la serata al cinema finisca e per il futuro si adopererà per essere sempre molto impegnata quando Aldo le chiederà di uscire.
Ma, ripeto, un pugno in faccia al maleducato maschilista continua a sembrarmi la risposta migliore!

C. J. Gallant
«Come sei caldo!», disse il miele, sciogliendosi, all’ape. L’amicizia esce dalla porta e l’amore entra dalla finestra. Le dita dei piedi di Federica si arricciano umidamente.
Questo bel momento nel cinema, in cui gli spettatori hanno rubato la scena dallo schermo, viene oscurato dalla presenza, dietro, della famosa spia sovietica, Rudolf Abel, che siede da solo.
Nascondendo la sua faccia dalla vista, perdendo così l’effetto 3D, lui è mortificato nella sua pruderie sovietica da questo lampo glorioso di luce e sesso occidentale di fronte a lui.
Una spia può solo guardare.

Elena Trabaudi
I casi sono due: o Federica non si è mai accorta della propria seduttività (ma io, da donna, tendo a non crederci); oppure lo sa benissimo, ma non le interessa Aldo. Per lei è semplicemente un essere di sesso maschile con cui mettere in atto – istintivamente – le proprie arti.
Se conosco il tipo, di fronte all’ambiguità dell’amico continuerà a fare come sempre, aspettando che questi si dichiari. A quel punto, facendo finta di cascare dalle nuvole, gli dirà con occhioni da cerbiatta: Ma no, tu per me sei solo un caro amico!
E segnerà su un suo taccuino mentale una crocetta sulla nuova conquista.

Rosa
Giusto un istante dopo che Aldo parla così,  entra in sala  uno spilungone che si siede nel posto esattamente davanti a Federica. Federica con l’aria di chi in velocità realizza la situazione logistica  propone di cambiare posto prima che inizi il film e suggerisce: «L’ultima fila è vuota!».

Luciano
E’ noto che le minestre riscaldate peggiorano tranne la ribollita. Nel caso poi neanche di queste si tratta, ma della grande e cameratesca amicizia. Lui con evidenza, non avendo di meglio e usando tecniche d’acchiappo da discoteca più che da cineclub, scopre dopo anni che bomba avesse per le mani oltre che al cinema e che gli vada bene. Lei usi la situazione fin quando le piacerà, essendo anche navigata e poi, fatta una risata, riprenda a frequentare il cinema realista francese, che mai peraltro ha rappresentato illuminazioni tardive del genere, proprie semmai dei melò ironici ( e tanto altro ) di Resnais!

Taggato . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *