Vektor / Outer isolation

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I Vektor sono una progressive/death/thrash metal band proveniente da Tempe, Arizona. Hanno attualmente in attivo due album in studio, e qui parleremo del secondo: Outer isolation, rilasciato nel 2011 per l’etichetta Heavy Artillery Records.

L’album

Per chi è addentro al genere, ascoltando l’album non si può non notare l’enorme influenza che i canadesi Voivod hanno avuto sui Vektor: dal logo del gruppo allo stile musicale alle tematiche fantascientifiche che caratterizzano i loro brani, in un originale miscuglio di sonorità innovative in cui il virtuosismo del progressive metal più «puro» si integra sapientemente con il futurismo e l’avanguardismo di stampo Voivod.
L’impresa che riesce ai Vektor è però ben altra: conciliare due mondi che per i più son rette parallele, eccelsa tecnica e bella melodia; e il tutto senza rinunciare alla violenza oppressiva del canto «scream» (cantato molto raschiato, alto, che ricorda vagamente lo sfogo di un urlo di rabbia disperato) del vocalista David DiSanto.
Da notare infine, in questo album solidissimo e compatto, che cela sorprese dietro ogni nuovo (e consigliato) ascolto, gli interludi che intercorrono quasi sistematicamente di brano in brano: qui gli elementi quasi psichedelici e in un certo senso «spaziali» sono ambiente e commento alle pseudoriflessioni fantascientifiche di testi ottimamente costruiti.
Sugli altri, spiccano tre brani: Cosmic cortex, Tetrastructural minds e la canzone titolare, Outer isolation.

Brani consigliati

Cosmic cortex: brano che fa da apertura all’album, della durata di circa 10 minuti, è sicuramente uno dei pezzi migliori di questo lavoro. Introduzione molto melodica, che sembra quasi preparare psicologicamente l’ascoltatore (in un crescendo progressivo) alla devastazione che sta per giungere.

Tetrastructural minds: siamo ormai a metà dell’opera. Il riff iniziale, costruito su un 9/8, dimostra l’altissima capacità compositiva del gruppo statunitense. Si mostra interessante il breve stacco melodico che inizia dal secondo minuto, prova provata di quanto detto poco fa a proposito di un’ottima capacità di unire tecnica e melodia.

Outer isolation: eccoci giunti alla conclusione dell’album. La traccia che dà il titolo al disco conclude confermando quanto detto finora. Come struttura, pare quasi una versione «ridotta» dell’iniziale Cosmic cortex, essendo il brano (della durata di 8 minuti circa) costruito in maniera simile: intro piuttosto melodico, e conclusione che lascia quasi l’amaro in bocca all’ascoltatore, facendo sì che esca da questa esperienza stordito e -ed ecco il capolavoro- meravigliato.

VincentRhyme

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