Uno scrigno di stoltezze / Idioteque

(Traduzione curata da Mastro Giulio di Idioteque dei Radiohead – cliccare sul titolo per il testo originale)

Un’altra lirica apocalittica, che preannuncia e teme catastrofi prossime venture e auspica che vengano posti in salvo donne e bambini, forse in quanto custodi del futuro. O forse l’autore ironizza su chi sostiene posizioni simili e i titolo indica che la canzone è uno scrigno che raccoglie siffatte stoltezze.
Anche qui, al lettore.

UNO SCRIGNO DI STOLTEZZE.

Chi riparossi in usbergo[1] interrato?
Prima donne ed infanti, i’ riderà
con tutto ‘l mio esser e ingollerà
insin a deflagrar. Chi ha riparato?

I’ troppo vidi, tu scarso ha veggiuto[2];
vo’ rider forte! A li enfanti e le donne
si ceda il passo, i’ non sono caduto,
vivo sono ; veggio ogne istante l’Onne[3].

L’era glacial incombe qual minaccia,
vorria sentir amendue le campane;
or ietta lor nei roghi: ch’a voi piaccia
o men, noi non spargiam paure vane.

Cotesto è quanto accade e accade vero.
Squittiii e cinguettii d’appelli; afferra
il guiderdon e fuggi; i’ vivo, invero,
et sempre veggio tutto quanto è in terra;
canto per ogne infante, e lo primiero.

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[1] Riparo, luogo difeso. Riparossi=si riparò. [2] Veggiuto=visto. Scarso: valore quasi avverbiale. [3] Il Tutto.

Informazioni su Mastro Giulio

Nacqui, conobbi la letteratura, conobbi il rock'nroll, li fusi.
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