Una mela tra le nuvole: Steve Jobs

Ai tempi di Adamo ed Eva una mela costava l’ira di Dio, oggi i prezzi sono un po’ calati. La maggior parte delle vignette presentate qui, prese da vari siti e blog in giro per il mondo*, non richiedono molte spiegazioni: la morte di Steve Jobs ha suscitato un cordoglio quasi unanime, vero o ipocrita che sia (vedere qui per suggerimenti in materia). In tanti tuttavia, a parte ricordare le sue battaglie con la Microsoft (una delle vignette, di qualche tempo fa, recita: L’appuntamento medico di Steve Jobs”, con Jobs che dice: “Ma… dottore… io mangio una mela al giorno”, ed era postata sotto il titolo: “Una mela al giorno leva Microsoft di torno”. Oggi ha un altro sapore), si accordano con o sbeffeggiano la sua quasi santificazione, il fanatismo dei “mela dipendenti” (Jobs: tutti i vostri dati saranno salvati in una nuvola” – Ragazza del pubblico: “Lo sapevo, Apple è una religione”) e così lo vediamo come nuovo Mosè, o come “colui che aggiornerà le tavolette” di Mosé, o imprigionato nel suo intelligentefonino come Han Solo in Guerre stellari. Quel che è certo è che è difficile separare Steve Jobs dalla società che ha cofondato, la Apple, in vita come in morte.
A me non piace dove sta andando la Apple, ma la morte di Jobs mi è dispiaciuta molto.

* (Collegamenti aggiornati a novembre 2012) Vignetta in apertura: Martin Rowson da The Guardian, ripresa però da qui; seguono Jobs/Han Solo, da qui; Jobs che aggiorna Mosè, da qui; Apple come religione, da qui; Jobs/Mosè, da qui; dal medico, da qui; la lapide proposta su Worth1000.com.

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