Una famiglia di pesci antartici

Cosa può dirci una famiglia di pesci antartici (1)?
213-144 milioni di anni fa l’Antartide e l’Australia erano ancora a stretto contatto. I mari attorno ad esse erano popolati da una fauna ittica che godeva di un clima meno freddo di quello che caratterizza oggi quella zona. La glaciazione iniziata 65 milioni di anni fa creò un progressivo raffreddamento dell’ambiente. Numerose specie si estinsero, mentre altre sopravvissero e proliferarono grazie alla loro capacità di adattamento. Quando si formò il Fronte Polare, l’ampio anello di acque gelate e turbolente che circonda l’Antartide, impossibile da attraversare per qualsiasi pesce, né nell’una né nell’altra direzione, la fauna ittica antartica, non potendo sfuggire a quelle acque gelate, si trovò costretta, per sopravvivere, a evolvere sofisticate strategie di adattamento. La famiglia dei Nototenioidei, tuttora presente con numerose specie anche in acque non antartiche, è riuscita a prosperare nelle acque antartiche grazie a un adattamento particolarmente accurato.
Per fare un esempio, tra i vari Nototenioidei, esamineremo il sottordine dei Cannictiidi, noto col nome comune di icefish, pesci del ghiaccio. Essi sono gli unici vertebrati al mondo il cui sangue è incolore, privo di emoglobina e di globuli rossi. Rispetto al sangue rosso, quello dell’icefish è meno viscoso, cosa che, alle basse temperature, permette al cuore di funzionare con minor dispendio energetico. L’icefish riesce comunque ad ossigenarsi a sufficienza  perché il freddo rallenta i processi metabolici, quindi la sua necessità di ossigeno è bassa e viene soddisfatta prelevandolo dall’acqua, che ne è particolarmente ricca, tramite le branchie e la stessa pelle, fittamente capillarizzata.
Un dettaglio interessante è che l’icefish non soffre il freddo. Per come si è evoluto, la temperatura delle acque in cui vive è per lui ottimale. Anzi, se essa si alzasse anche solo di pochi gradi, il pesce non riuscirebbe a sopravvivere. E, se si pone un esemplare di Nototenioidei in una vasca dove si sia prodotto un gradiente di temperatura, esso, dopo un’esplorazione, si disporrà nella zona più fredda.

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Lettore, adesso tocca a te. Sei invitato ad andare oltre il testo leggendolo come un’allegoria. Non c’e’ un’unica soluzione. Vanno bene tutte le chiavi, pur che aprano verso significati nuovi. Invia la tua risposta alla maestra entro lunedi’ prossimo. Le letture piu’ belle saranno pubblicate nella vetrina.

Carla Muschio
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(1) Le informazioni scientifiche di questo testo sono tratte dalla scheda di Guido di Prisco, I pesci – evoluzione e adattamento alle basse temperature nel sito del “Museo Nazionale dell’Antartide” di Genova: www. mna. it

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