Una birra letteraria

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Birra e libri, che in inglese, beer and books, suona meglio e più dolcemente, è un accoppiamento giudizioso, sublime e virtuoso. Questo Tumblr mostra fotografie nelle quali ogni libro ha una birra abbinata. Talvolta, invece, sono gli scrittori ad essere associati alle birre. I criteri di selezione sono vari e a cura dei blogger.

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Tra le molte cose che danno senso all’esistenza, e tutte lontane dall’empireo, bersi una birra mentre si legge un libro è senz’altro una delle più efficaci. Del resto birra-libro è un binomio che fa da cartina tornasole delle nubi di problemi che s’avanzano sul fronte di un individuo, giacché non riuscire a godersi più il «birra e libro» o magari, peggio, non praticarlo più, è senza dubbio l’indicatore di qualcosa che non va, qualche oscurità grava sulla tua vita.

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Sarebbe interessante scrivere una storia della letteratura attraverso il punto di vista degli alcolici. Senza intenti apologetici, s’intende. E poi sia chiaro: non fare una raccolta di tutti i luoghi letterari dove compare il vino o la birra o l’assenzio o quel che sia per disegnarne una geografia, ma rileggere le storie scritte dagli uomini sotto la lente degli alcolici: balsamo dell’esistenza, ma anche oblio, deriva percettiva graduale, convivialità, orgia dionisiaca, sferzate imbestiate alla vita opprimente e ingiusta, atto di protesta vigliacca, insomma, l’alcol barriera oleosa e rovinosa dell’istinto, detonatore di vite all’aria, ma anche di calde serate a trastullarsi, tutto questo merita una sua storia letteraria.

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E allora, di questa lena, sarebbe bello anche capire la differenza del vino letterario dalla birra letteraria. Il vino è europeo e la birra americana? Oppure il vino è solo mediterraneo e la birra nordeuropea? E l’assenzio allora? E nei libri d’Oriente? E per i libri musulmani com’è la faccenda? E gli scrittori che erano anche alcolizzati stavano consumando una tragica versione di vita e arte? Quanto c’è di «alcolico» nell’atto creativo? La scrittura, questo equilibrio demoniaco, in quanto contronaturale e dunque culturale, tra attrazione e perdizione è già «alcolica» di natura.

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In attesa che questa visione letteraria sia esaudita questo blog simpatico va ad allungare la famosa lista di Woody Allen sulle cose per le quali ha senso vivere. E non è poco, perciò: alla salute.

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Filippo Polenchi
Visita il sito dell’autore e quello di Barta edizioni

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