Un sacco di cose da bar

bargiger

[Nell’immagine, uno dei bar progettati da H.R. Giger]

Ultimamente ho pensato un sacco di cose da bar. Ora vi ci annojo.
1) Quando lo sport nazionale è saltare sul carro del vincitore e il carro ha una superficie di 40,8 ettari finisce che ti senti come intrappolato su una nave da crociera che manda in costante audiodiffusione monologhi di Umberto Smaila.
C’è già un germoglio di quella mitologia tipo che da quando c’è lui gli 80euro arrivano in orario che potendo estirperei e pianterei delle zucchine ma non so come si fa.
2) Ero più o meno intrappolato in un momento di socializzazione forzata con altri maschi della mia specie e mi pungeva vaghezza di uscire dal mio autismo e colmare silenzi, così ho provato a chiedere se qualcuno sapeva cos’era successo a Montolivo (per circostanze strane so che è calciatore che s’è ferito, s’è ferito ad una gamba -cit) ed è stata una di quelle cose affascinanti e terribili come staccare un costone di neve con una scìata: hanno tenuto banco per una mezzorata parlando di un sacco di gente a me ignota, chiudendo con una disquisizione su opportunità e controindicazioni del futuro ruolo di Seedorf al Milan. Come alle lezioni di analisi, tanto fascino per il dispiego di conoscenze, tanta difficoltà a seguire. Ma quando sei in prima fila, nel dubbio annuisci.
3) Pensavo ai qatzi miei, e ho dei qatzi miei di prima classe, chiariamoci, poi c’è stata una combo di incontri casuali con gente con canchèri vari e intendo proprio canchèri, che mi ha un attimo destabilizzato e qualcuno ha già descritto perfettamente quel genere di sensazione che

è indubbio che ti rimette a posto il cervello per quel che vale la pena di avere e vivere. Poi, piano piano, ti scordi tutto e torni a essere un cretino. Chissà quale delle due è la nostra vera indole.
(da Marco Manicardi, via ze-violet e ennemila altri)

(comunque, se vi capita l’occasione, pare che dire che il Milan non potrà risollevarsi finché non esce da un ambiente in cui tutti sono pappa e ciccia con tutti potrebbe darvi un tono)
(la mia tecnica vagamente didascalica di scuotere la testa affranto e dire «Eh, d’altro canto il Bologna è andato in B» non ha trovato la consolazione che mi aspettavo, dicono se la sia cercata).

Autolesionistra
(quando la sinistra si fa malissimo)
(se cliccate sul suo nome e sfogliate vi fate benissimo)

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