Trilogia del potere, Litfiba in luna bianca

fasilunari

Visto il concerto dei Litfiba a Milano il 31 gennaio, con la formazione originale escluso il batterista, stupidamente morto anni fa (ma quale morte non è, alla fine, stupida? Dio).

Luna

Avevano la luna bianca: in formissima, contenti (specie Maroccolo e Pelù), schierati (un puppone monomano di Pelù all’insegna di Formigoni, Lega e ‘ndrangheta, con un pubblico rinco imbesuito – ah, come sono cambiati i tempi; un invito a infilarsi nel culo i costosissimi aerei che lo stato maggiore dell’esercito vorrebbe far pagare col sangue dei cittadini – non tutte le guerre si combattono coi fucili), parevano scongelati direttamente da quegli anni.
Un solo neo: non mi è piaciuta Apapaia (uno dei miei pezzi preferiti). No, un altro solo neo: non mi è garbata la svolta melodicazza nel ritornello di La preda. Tutto il resto, firmo dove volete.
Chi li vide ai tempi, negli anni 1980, lo sa: Pelù era un animale da palcoscenico folleggiante anche quando a sentirlo eran quattro gatti miao, i cinque suonavano il loro pentalogo come le dita di un pugno (tutti gli strumenti al servizio di una partitura/canzone), ovunque pescassero dal loro repertorio era una goduria di livello europeo (musicalmente e anche linguisticamente: mentre tutti svarionavano verso l’inglese e basta, loro anche francese e spagnolo) e/ma italiano, e in più l’impegno e la conoscenza di cose lontane.
Se non mi si accavalla con un impegno irrimandabile, me li ribecco anche a Roma, con la speranza che chiudano il giro a Firenze, per triveder trilogia.

Scaletta

Questa la scaletta (nella mia testa suona: Sca-le-tta!, come le «ca-re-zze!» di Cane), copincollata dal meraviglioso sito per concertanti rovinati (tipo Imdb per il cinema; tipo me, che non sono un sito ma rovinato sì) Setlist: Eroi nel vento, Tziganata, La preda, Transea, Istanbul, Guerra, Versante Est, Apapaia, Pierrot e la Luna, Ballata, Elettrica danza, Re del silenzio, Gira nel mio cerchio, Cane, Ferito, Louisiana, Il vento, Santiago, Paname, Ci sei solo tu, Corri, Amigo, Resta, Tex.
Se dovessi scegliere due canzoni tra tutte direi Louisiana e Guerra, ma perché dovrei? E un applauso anche al batterista Luca Martelli, cui è toccato il difficilissimo compito di suonare a un concerto simile, con tutti gli appassionati che conoscono ogni battito di Ringo De Palma e ne sentono l’umana assenza: si è divertito a bestia (cantava tutte le canzoni) e ha saputo mostrare un rispetto sentito non comune. E ha suonato benissimo, eh.
Prima canzone giustamente Eroi nel vento (la prima del primo disco loro cantato, la prima che li fece un po’ conoscere fuori da Firenze, presempio a me. Girava anche in video sulla defunta Videomusic, mi pare), ultima altrettanto giustamente Tex, in cui già si respira il passaggio da Litfiba a (il nomignolo scemo con cui li ho sempre chiamati poi) Litfibi: fase B, in cui il pentalogo si fa bialogo Pelù-Renzulli (tutta la canzone a partitura facente perno su chitarra+voce, mentre gli altri strumenti sono a servizio dei primi due), con Aiazzi satellitare, Maroccolo salpato per altri lidi (Consorzio suonatori indipendenti) e De Palma morto.

Nei

Un altro solo neo: le magliette. E’ possibile che avessero tutte la faccia solo di Pelù e Renzulli? Alternativa: magliette con copertine ma senza luogo/data. O che popò di cazzata è? E anche sul sito, Litfiba + Maroccolo e Aiazzi: capisco che il nome sarà commercialmente registrato a nom  non esistono ragioni valide, doveva essere Litfiba e basta. E sulle magliette trovare tutti e quattro, se non -ancora meglio-tutti e cinque, con il batterista nuovo e tutti che indossavano una maglietta con la faccia di Ringo.
Un altro solo neo (queste chiacchiere stanno iniziando a somigliare al volto di un imenottero stercorario, che trova cibo nei plastici e nel proprio salivare – senza cerone, però): perché non hanno fatto Peste? E Cuore di vetro? E tutto Eneide di Krypton? E Luna nell’altra versione? E Under the Moon, Men in suicide, E.F.S. 44, Yassassin, Maria Walewska, Onda araba,  CPT.Queeg, Lulù & Marlene, Pioggia di luce, Desaparecido, Resta, Café, mexcal e Rosita, Vendetta, Tango, Come un Dio, Febbre, Univers,  Sulla Terra, Oro nero, Bambino?
Sono arrivato per vivere tutto. Tuttooooooo!

Inedito?

Dal concerto del 31 e dall’altro del 30 gennaio sarà tratto un disco, pubblicando in marzo. Sulla voce in inglese dedicata ai Litfiba si legge come ultimo titolo della discografia:

Trilogia 1983-1989 (2013 live album +1 song unpublished).

Un inedito! Con lo spirito di quegli anni. Ci sta talmente il pane e la sassata che mi sento male.
Video! Aprite i vostri occhi/orecchi/muscoli/sorrisi!

EROI NEL VENTO

 

TEX

(Immagine via Fun-sized-perfection)

 

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