Trenitalia: la classe non è acqua

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Freccia argento da Bolzano a Firenze, partenza alle 7,00 da Bz. Alle ore 7 e 40 un simpatico messaggio interrompe il mio pisolare, condiviso da altre tre persone. Cito a memoria: «Chi viaggia con le Frecce ha deciso di viaggiare col massimo comfort. Se avete scelto la prima classe, uno snack un drink e un quotidiano in omaggio renderanno il viaggio ancora più piacevole» (con un crescendo di entusiasmo aoristo in «ancora più piacevole») o qualcosa del genere.
Ora: i vagoni di prima classe sono una netta minoranza e sono sempre più vuoti della seconda, e a chi viaggia in seconda non fa piacere sentirsi trattare da serie B (il signore di fronte a me ha esclamato: «Eh, noi siamo poveri»): per convenienza tacerei, fossi in Trenitalia. O qualche cervellone pensa che così noi di seconda fascia saremo spinti a comprare la prima? Saremo condotti semmai a prendere Italo, come sto cercando di fare appena posso.
Secondo poi: ma alle 7 e 40 mi devi danzare sugli zebedei con questi messaggi? Per tutto il treno? Ma andate al cimitero a far da spegnimoccolo coi vostri deretani ignudi.

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