Tempo Lercio

tempo_derrick
Casalinga si finge aborigena per farsi studiare da Alberto Angela, Colori, Pantone lancia il Grigio Gentiloni, Dipendente presso sé stesso pubblica su Facebook le foto della cena aziendale (immagine di un uomo che pranza da solo in un locale): codesto è il tenore dei titoli degli articoli che si trovano quotidianamente su «Lercio», il giornale satirico nato dalle ceneri della «Palestra» di Luttazzi.
E spiace vedere che, forse resi golosi dai numerosi clicchi della testata ridereccia, i colleghi del «Tempo», il *oso quotidiano della capitale, abbiano voluto provare a sfilare i lettori dalla concorrenza con un titolo a effetto: non è bello, non si fa.
E oltretutto pare una battuta presa dal Facciario o dal barrino (o baretto) sotto casa, un po’ meh.
Tutta sta rincorsa del tono dei socialini (come capita spesso sul «Fatto quotidiano») non è che faccia molto bene al giornalismo, se posso dire la mia.
Posso?
Be’, considerato come titolate posso sì.
Ve pijasse n corpaccio nee zampe

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